Ritorna la super sfida

Milanello. La febbre di questo Juve-Milan attraente come ai vecchi tempi si può misurare alzando gli occhi al cielo di Milanello per scorgere l’elicottero bianco proveniente da Arcore che recupera una piacevole abitudine conservata fino al ’94, prima dell’ingresso in politica. Se c’è la Juve e il sapore antico di una sfida scudetto, allora può anche succedere che a sorpresa, qualche minuto prima delle 14, spunti nel collegio rossonero Silvio Berlusconi, scortato da Adriano Galliani e inseguito dalla curiosità di telecamere e taccuini. «Ho fatto una sorpresa ai ragazzi» è la spiegazione semplice apparecchiata dal premier, in grande forma, prima di raggiungere a colazione Allegri e di concludere la visita pastorale con una puntata nello spogliatoio rossonero. Centodieci minuti il tempo concesso al Milan prima di rientrare ad Arcore e agli impegni di premier, sufficienti per motivare il gruppo, ricordare loro la storica missione del casato e ringraziare il popolo milanista per la valanga di auguri ricevuti qualche giorno prima.
«Mi hanno fatto piacere i tanti messaggi arrivati anche alla tv del Milan per il mio compleanno che mi dipingevano come un fuoriclasse. Di fuoriclasse nel Milan ce ne sono stati tanti in questi 25 e passa anni che hanno permesso al club di diventare la squadra più titolata al mondo e al suo presidente Berlusconi di diventare il presidente che ha vinto di più nella storia mondiale» la prima parte dell’intervista rilasciata al direttore di milan-channel Mauro Suma poi ripresa da tv, siti e agenzie. Seguita dai complimenti alla Juventus riuscita nell’impresa di costruirsi lo stadio, trasformato in una delle sue più importanti fonti di reddito. «Lo stadio di proprietà è tra i miei desideri anche se penso che ci siano tantissime difficoltà da superare: spesso scatta anche l’invidia di burocrati e politici. Complimenti alla Juve che a Torino ha saputo trovare la strada per realizzare uno stadio suo» la stretta di mano simbolica alla famiglia Agnelli.
Tra i fuoriclasse del Milan di oggi, il posto d’onore viene ritagliato per Zlatan Ibrahimovic. Silvio Berlusconi è pronto a segnalare il cambio di passo e di marcia avuto dalla squadra col ritorno del gigante svedese. «Con Ibra il Milan cambia volto, per fortuna è tornato per dare forza e potenza a tutta la squadra» il riconoscimento solenne del presidente che non dimentica di sottolineare il copyright del Milan. «Deve giocare sempre con due punte più un tre-quartista» la regola cui Allegri non fa fatica nella circostanza ad ispirarsi grazie all’intesa magica spuntata tra Zlatan e Cassano, coccolato da Berlusconi con un giudizio di zucchero filato. «In questi mesi Antonio è migliorato molto, ha riscoperto la sua classe, che nessuno metteva in dubbio e ha ritrovato continuità nel corso della partita e della stagione che fino ad ora gli era mancata» la lode per la nuova coppia del gol spuntata dal tunnel degli infortuni. Quando c’è di mezzo Juve-Milan, Silvio Berlusconi non transige. «Bisogna andare a Torino, essere padroni del campo e del gioco e provare a vincere e a convincere nel rispetto degli avversari» il comandamento arricchito da un giudizio che fa giustizia sommaria di qualche clamorosa invenzione attribuita al premier nei giorni scorsi. Gli raccontano della frase di Platini («chi pareggia a Barcellona merita rispetto») e lui di slancio: «Il Barcellona al Camp Nou ha dato una lezione di calcio a tutti e anche al Milan».