Ritorniamo a vedere il mare: mostra alla galleria Ponte Rosso

Nanda Consonni della Galleria Ponte Rosso ci propone di ritrovare la
vista del mare e di quei paesaggi che ci hanno incantati che solo
fotografi o pittori sanno esprimere così bene

Milano - «Il mare, voce d’una grandezza libera....echi brevi protratti, senza voce, echi degli addii a minuti che parvero felici...». Con questi versi di Giuseppe Ungaretti Carlo Adelio Galimberti apre la prefazione al catalogo che accompagna la mostra alla storica Galleria Ponte Rosso di via Brera 2, «Ritorniamo a vedere il mare». La stagione delle vacanze si è appena conclusa e ancora abbiamo nella mente la sua eco, la luce, i colori, la quiete, la gente che abbiamo conosciuto. Nostalgia del sole, della quiete e dei tiepidi sentimenti.

Ogni paesaggio ha la sua seduzione, ogni scena umanala sua storia, ogni corso d’acqua i suoi riflessi. E’ per questo motivo che Nanda Consonni della Galleria Ponte Rosso ci propone di ritrovare la vista del mare e di quei paesaggi che ci hanno incantati che solo fotografi o pittori sanno esprimere così bene. Il mare da secoli conquista il cuore di un artista con i suoi cromatismi mai uguali, i suoi capricci si trasformano con il pennello in una poetica. Dalla coloristica medioevale alle calligrafie ottiche dei vedutisti, Canaletto e Vanvitelli, fino alle tempeste tormentate di Turner il mare ha sempre attratto l’occhio umano. Le cromie rivoluzionarie di Monet o le mitologiche spiagge di Delacroix portatrici del mito orientale, hanno suggerito a pittori del secolo passato e di oggi di «lavorare» sul mare e su quegli inviti cromatici che l’acqua sa suggerire. Gli abissi marini, l’energia che genera le onde di cui sono maestri i giapponesi, il mito di Afrodite non ha lasciato indifferenti neppure gli artisti Novecenteschi come Contardo Babieri, Ugo Vittore Bartolini, Dina Bellotti, Alfredo Beltrami, Luigi Brambati, Aldo Varpi, Mario Castellani, Marcello Colusso, Silvio Consadori, Romano Conversano, Mario Cortiello, Francesco De Rocchi, lo stesso Galimberti, Savino labò, Umberto Lilloni, Attilio Melo, Ezio Pastorio e Giancarlo Perelli Cippo. Ma la collettiva della Galleria Ponte Rosso non si ferma a questi nomi perchè come possiamo vedere dai quadri appesi alle sue pareti ci delizia la «Spiaggia di Noli» di Mario Vellani Marchi del 1935, un delizioso pastello di matite colorate, un «Traghetto Ischia nel Porto di Napoli» del 1958 di straordinaria bellezza e un olio su tela sempre, di Adriano spilimbergo: «Rimini» del 1960. Gaetano Sperati ci fa risentire le voci e le risa di «Bagnanti sulla spiaggia» del 1968, mentre un Mario Castellani ci rimanda a due ragazzini che pescano con un cappo di paglia in testa, «Pescatorelli» del 1960.

Ezio Pastorio delizia il visitatore con una veduta di «Castiglioncello» del 1970 così come Savinio Labò lo fa con «L’isola d’Elba», un olio su tela del 1973. «Dopo la pesca» di Luigi Brambati del 1978, donne e uomini in Bretagna che cuciono le reti in riva al mare. Non mancano scorci del porto di Camoglio di Carlo Vitale, del 1977, «Ragazze al Porto di Bernardino Palazzi, «Donna mediterranea» con una nave sullo sfondo di Luigi Filocamo del 1987 e «Le Rocce del Salento» di Giancarlo Perelli Cippo. Suggestive le «Dune di Lesconil» di Giuseppe Sinigaglia del 1973, così pure Piero Giunni «Con il vento del mattino», un quadro di rara bellezza a cavallo tra modernità e tradizione del 1992. Paolo Paradiso, Silvia Venuti, Paolo Sciancalepore e Adelio Galimberti creano visioni oniriche, surreali, in pieno contrasto con le opere di Paola Ginepri e Teodoro Cotugno. L’esposizione chiude i battenti il 15 dicembre. Chiuso solo il lunedì, aperta anche la domenica.