Ritorno ai lavori parlamentari

Inizia male la nuova «battaglia» parlamentare del Fli. L’unico degli emendamenti discussi oggi a Montecitorio sulla conversione in legge del decreto rifiuti che portava la firma di Futuro e libertà è andato sotto di 25 voti. Un dato relativamente significativo (erano molte le assenze infatti nei banchi dei parlamentari) e il solo a scuotere dal torpore i cronisti parlamentari. Insomma un sussulto in una giornata tranquilla, animata soltanto dalla singolare protesta del dipietrista Francesco Barbato che si è presentato con un sacco della spazzatura legato al braccio in segno di lutto (e quindi di protesta).
Archiviata la fiducia al governo Berlusconi, la Camera dei deputati e il Senato tornano a occuparsi dell’ordinaria amministrazione. Il primo atto è uscito dalla conferenza dei capigruppo di Montecitorio, che ha confermato il calendario annunciato in precedenza. Nei prossimi giorni la Camera dei deputati esaminerà, infatti, la proposta di legge per l’incentivazione della libera imprenditorialità. Poi si passerà alle mozioni di sfiducia ai ministri Calderoli e Bondi. Quindi alle proposte di legge sul pluralismo alla Rai e sulla soppressione delle Province. Tutto questo prima del voto per la legge di stabilità, ultimo atto dell’attività parlamentare prima della fine dell’anno. A Palazzo Madama, invece, è stato approvato in via definitiva (162 voti a favore, uno contrario e 97 astenuti) il decreto sulla sicurezza che contiene, tra l’altro, la norma definita dei «sindaci sceriffi» in una versione edulcorata rispetto alla formulazione iniziale. Il testo, già approvato dalla Camera, non è stato modificato, ed è quindi legge. Hanno votato a favore Pdl, Lega, Fli, Udc, Api e Idv, si è astenuto il Pd. Nelle stesse ore Montecitorio prendeva atto di quel piccolo sisma che due giorni fa è stato registrato durante il voto di fiducia al governo. Quattro parlamentari di Futuro e libertà hanno annunciato il passaggio al gruppo misto (Moffa, Polidori, Siliquini e Catone, al Senato è invece il Pd a perdere pezzi con il passaggio di Maurizio Fistarol al gruppo misto). L’Aula è poi tornata protagonista con la discussione della conversione in legge del decreto che dispone il subentro delle amministrazioni territoriali della Campania nelle attività di gestione del ciclo integrato dei rifiuti. Buona parte dei deputati di Pd e Idv iscritti a parlare si è cancellata dall’elenco per accelerare il percorso verso il voto finale. Che però è slittato a questa mattina. La velocità e tranquillità delle votazioni ha avuto anche una regia neanche tanto occulta nel comportamento dei deputati Udc. Contrari al provvedimento sui rifiuti in Campania, hanno comunque annunciato prima del voto la loro astensione perché in mancanza di meglio è comunque un provvedimento che fa fare un passo avanti alla risoluzione del problema.