Il ritorno di Boffo: se capita inviterò Feltri in tv

RomaChiama la «precedente vita» il periodo in cui era direttore dell’Avvenire, prima che Il Giornale pubblicasse un decreto penale di condanna per molestie a suo carico. Ora, «pacificato» e «senza rancori», Dino Boffo parte con una nuova avventura professionale: la televisione e un nuovo modello d’informazione.
Boffo racconta come sarà la tv che ha in mente, ma racconta anche se stesso nel nuovo studio sofisticato appena finito di allestire nella sede di Tv 2000, la rete cattolica che ora dirige. Intorno a lui una squadra di registi, giornalisti e scenografi. L’obbiettivo è una grande innovazione con un cambio radicale del format e l’ambizione di raggiungere una meta che per la tv segnerebbe l’uscita dalla nicchia, ossia l’1 per cento di share. E Boffo si mette in gioco con un suo spazio: «Magari dopo la prima puntata mi chiederanno di smettere», dice. Ma intanto, da lunedì, alle 19.20, esordirà in video. Con una rubrica in cui risponderà ai telespettatori che gli stanno inviando le prime lettere. Lo spazio del direttore sarà uno degli appuntamenti del nuovo palinsesto che la tv dei vescovi ha lanciato ieri, «Nel cuore dei giorni», quattro ore al giorno a partire dall’11 luglio. Si punterà ad approfondimenti soprattutto sui temi sociali. Cambierà il telegiornale delle 19.40, con conduzione doppia, che all’apparenza ricorda lo schema dei nuovi tg, e della stessa Sky, ma che se ne differenzierà per l’impostazione informativa: grande spazio verrà dato «alle buone notizie». Servizi speciali sono in programmazione sulla Giornata Mondiale della Gioventù a Madrid. Il sito www.tv2000.it consentirà di vedere la diretta in streaming.
«Torno a fare il giornalista che in realtà non ho mai smesso di fare», spiega Boffo ai colleghi giornalisti presenti. «Quello che mi è capitato naturalmente me lo porto dentro, ma credo di essere riuscito ad elaborarlo. Ne ho fatto un cespite di conoscenza sul mondo, sugli uomini e le donne, sui rapporti fra le persone e anche sulla vita della Chiesa, perché no?».
Così si descrive: «Sono sereno e non porto assolutamente rancore. Sono felice di aver ripreso a fare il mio mestiere, ovvio che ora lo faccio ricco anche di questa esperienza», con l’augurio che il giornalismo sia «sempre più scrupoloso e attento ai diritti delle persone umili come a coloro che rivestono posti di rilievo. Penso che la lezione è stata interiorizzata da tanti».
Inviterà anche Vittorio Feltri al suo programma? «Se capita sì». Non comunque alla prima puntata, dove il neodirettore televisivo parlerà della storia di una colf rumena preoccupata per la gravidanza della figlia adolescente. Nel cuore dei giorni sarà un format «culturale» rivolto a «cercatori di Dio» dove, oltre alla messa quotidiana dal convento di clausura delle benedettine di Orte e al rosario da Lourdes, si darà spazio particolare a economia, carceri, lavoro e scuola. «Noi sappiamo - ha aggiunto ancora Boffo - che già oggi sono 50 i canali liberi e presto saranno molti di più i canali a disposizione di tutti i cittadini. Quindi se vogliamo avere un senso dobbiamo specificare ancor meglio la nostra identità». Saranno ospitati «annunci pubblicitari» e non esisterà una linea politica: «Sarà una televisione schierata sui problemi ma una casa ospitale per tutti». EFo