Il ritorno del cobra

C orri Pippo, corri. Corri incontro al tuo allenatore e al tuo stadio: saltagli addosso e ringrazialo della fiducia avuta. Nessun altro avrebbe avuto un coraggio da leone nel preferire Inzaghi reduce da due anni di buio pesto a quel toro senza narici che si chiama Bobo Vieri. Ancelotti invece sì: lo decide d’istinto giovedì pomeriggio e da quel momento non cambia più idea. Corri Pippo, corri, è il tuo giorno. E col tuo gol, inseguito da una vita, il Milan resta nella scia della Juve, staccato di cinque lunghezze, ma nella scia.
Basta ricordare il precedente per capire che si tratta di un evento: marzo 2004 l’ultimo sigillo di Inzaghi in campionato, cross felpato di Pancaro dalla sinistra e lui di testa, anticipando la coppia di secondini, gira la palla sull’altro angolo stregando Antonioli. Lo ricordi Pippo? Corri Pippo, corri. Corri ad abbracciare Ancelotti e Maldini, Vieri e Gattuso, che nessuno può negarti la vetrina e la forte emozione di una vita che ritorna e di una carriera calcistica che riannoda il filo alla notte magica contro l’Ajax, settembre del 2004, l’altro gingillo regalato al popolo in amore in coppa Campioni prima di chiudersi in una clinica.
«Chi crede, chi crede veramente può diventare anche un re». La profezia di Casanova, ripetuta in una vigilia speciale dal presidente Berlusconi al suo bomber diletto, lo coglie al limite estremo della resistenza dopo un’ora abbondante di scatti e di dribbling, di tiri e di sponde volpine. Pippo Inzaghi ci crede e va all’appuntamento con la gloria appena la cronaca di una anonima sfida col Palermo gli suggerisce un tuffo d’altri tempi.
Grazie ai muscoli recuperati, rimessi in sesto ad Anversa, Pippo Inzaghi non ha ancora chiuso con il calcio. Corri Pippo, corri con quella forza uscita da chissà dove, dalle viscere dello stadio forse, per far sapere a tutti che il Milan è ancora vivo. E Inzaghi lotta insieme a lui, come ai vecchi tempi. Sbucando come un rapinatore da un angolo dell’area di rigore, sotto le leve lente di Grosso per incornare il cross di Jankulovski.
Corri Pippo, corri incontro al tuo destino e al tuo talento che ti regala un’ora così dopo tanti giorni tristi e malinconici, tra Bologna e Milanello, ospedali e palestre per la riabilitazione. «Chi ha fede, se ci crede veramente, può diventare anche re». Il re del Milan oggi è lui.