Il ritorno dei «Fattacci» e una collana tutta noir

Quattro fatti (anzi, Fattacci, come recita il titolo) di cronaca nera. Quattro buchi neri in cui precipitano persone fino a quel momento insospettabili. E anche quattro stilettate al cuore di una società che non sa più distinguere il bene dal male, che non sa riconoscerli. Tornano ora in libreria, i Fattacci indagati e sezionati da Vincenzo Cerami (Mondadori, pagg. 238, euro 8,40). Accaddero a Roma, fra il ’70 e il ’90: la terribile vendetta del canaro; l’ultimo delitto del «boia di Albenga»; l’omicidio di un nano alla stazione Termini; l’orrenda strage del principe Casati. Delitti da prima pagina che colpirono allo stomaco l’opinione pubblica. Delitti talmente veri da sembrare il frutto di fantasie letterarie. Le stesse fantasie letterarie che troviamo nella collana «I luoghi del delitto» della Robin Edizioni. Sette i titoli usciti finora e tre gli autori che, per il tramite dei loro detective, ci conducono in immaginari (ma plausibili) vicende «nere» d’Italia. Protagonista di La memoria di Ras Tafari Diredawa, di Massimo Mongai, è un barbone etiope che vive a Roma ed assiste all’omicidio della sua amica Eurosia, volontaria della Caritas. Sempre a Roma si svolgono le inchieste del commissario Marè, creato da Mario Quattrucci con evidente omaggio fonetico all’immenso Maigret: Hai perso, commissario Marè, Questione di tariffe, commissario Marè e Una vedova per Marè. Delitti in Art Nouveau. Nel primo libro si tratta di trovare la nipote di un ex senatore, misteriosamente scomparsa, e di individuare i colpevoli dell’assassinio di suo padre. Nel secondo libro, altre due morti apparentemente inspiegabili: un industriale e collezionista d’arte raffinato ma senza scrupoli e una donna il cui caso venne stranamente archiviato anni prima. Nel terzo libro, altro intrigo familiare, e sempre negli ambienti dell’alta società. Luisa Conz, invece, ci conduce nel Nord-Est con la sua eroina Aminta Marpalò, che svolge le indagini in L’impiccato di Marpalò, L’alibi di Kagemusha e Marpalò e la casa delle lucciole irrequiete. Originale l’entrata in scena di questa Miss Marple italica: proprio lei che era intenzionata a farla finita dopo una vita difficile, nel bosco dove si reca per suicidarsi trova... un uomo impiccato. Il secondo caso che Aminta affronta assume i contorni da intrigo internazionale, visto che vede al centro la fantomatica Alleanza Anticomunista Argentina. Taglio più «sociale» nella terza storia, che vede l’irrompere degli extracomunitari in un mondo contadino chiuso e retrogrado. Fantasie che sanno di cronaca, appunto. Come confermeranno i prossimi due titoli della collana: È novembre, commissario Marè, di Quattrucci (uscirà in ottobre) e Ras Tafari e il fiore reciso, di Mongai (previsto per gennaio).