IL RITORNO DEI KILLER

È incredibile. O, forse, purtroppo, è fin troppo credibile. Ma stanno uccidendo Genova e la Liguria e nessuno dice niente.
Il soggetto dello «stanno» è molto semplice, e sono quelli del governo Prodi, con la complicità silente della giunta regionale.
Le tracce dell’omicidio sono molteplici e le indagini sono facilissime. Non c’è nemmeno bisogno del Luminol o dell’intervento dei Ris.
La particolarità da fedina politica, in vista del giudizio sul caso, è che Romano Prodi è recidivo. La sua gestione dell’Iri e delle Partecipazioni Statali a Genova se la ricordano ancora tutti. E non è necessariamente un complimento.
L’aggravante per tutti i colpevoli dell’uccisione di Genova e della Liguria è che i governi precedenti, quello nazionale di Silvio Berlusconi e quello regionale di Sandro Biasotti, invece avevano fatto di tutto e di più per rilanciare la nostra città e la nostra regione. Cercando di regalare loro un futuro. In particolare, con due provvedimenti: il Terzo Valico e l’Iit, l’istituto italiano di tecnologie.
Due cose diversissime fra loro, ma con un punto in comune: entrambe erano puntate sul futuro. Da un lato, quello del Valico, avvicinando Genova e Milano e Torino e offrendo ai nostri figli la possibilità di lavorare in Lombardia e in Piemonte senza costringerli a trasferirsi, ma permettendo loro di fare i pendolari con tempi di percorrenza umani. E, ancora, come abbiamo spiegato mille volte, il Terzo Valico sarebbe stato l’assicurazione sulla vita per il porto, porta d’Europa, grazie ai sei giorni di navigazione che avrebbe risparmiato alle merci sbarcate a Genova, anzichè a Rotterdam. Tanto per capirci, senza Terzo Valico possono arrivare anche milioni di container in più, ma lì restano. E quindi i container in più non arriveranno. Nè milioni, nè migliaia e forse neppure uno.
Mi spiace usare i tempi al passato e parlarne da morto. Ma, al momento, dopo la conferenza stampa di Antonio Di Pietro, ministro delle Infrastrutture del governo Prodi, è così. E nessuno, nè in Regione, nè all’Autorità Portuale, nè all’Associazione Industriali, pare essersi stracciato le vesti più di tanto. E l’unica voce veramente seria sul punto è stata quella del presidente della Carige Giovanni Berneschi, seguito successivamente dal presidente della Camera di Commercio Paolo Odone. Ovviamente, non ci metto Gigi Grillo. Lui, di Terzo Valico, parla tutti i giorni e quindi, sul tema, è fra i buoni a prescindere.
Non bastasse, il Valico, poi si sono messi a boiccottare la seconda speranza di futuro per la Liguria ideata da Sandro Biasotti, da Giulio Tremonti e da Umberto Bossi: l’Iit. Fondato dagli altri e affondato da questi. Oggi, la giunta regionale minimizza, «fonti dell’Iit» pure, ma l’annuncio del sottosegretario all’Università e Ricerca del governo Prodi Nando Dalla Chiesa, è stato una doccia fredda: «Abbiamo tagliato i fondi, perchè abbiamo deciso di favorire i centri che hanno ricerche già avanzate rispetto a quelli ai primi passi». Parole che somigliano eufemisticamente a un requiem.
Del resto, spostando la sede dell’Iit da Quarto a Morego, si erano poste le basi per questa conclusione. È noto che l’intera comunità scientifica internazionale sogna di passare le sue giornate a Morego. Con tutto il rispetto per Morego. E con meno rispetto per chi li ha mandati là.