Ritorno al futuro: la Gog si dà alle percussioni dall’Oriente

A scorrere il programma Gog di domani sera si rimane di stucco: full immersion di percussioni con una rosa di autori contemporanei noti e meno noti e poi, fulmine a ciel sereno, Bach, la celeberrima Suite in do maggiore per violoncello eseguita nientemeno che sulla marimba. Cosa c'entra Bach? Domanda retorica, se vogliamo, perché Bach c'entra sempre e comunque: mai fuori moda, il Genio di Eisenach ha scritto musica per tutti i gusti e per tutte le epoche, perennemente attuale e straordinariamente polimorfa, visto che innumerevoli sono le vesti che ha assunto nel corso dei secoli, più o meno legittime, naturalmente. Ma su una cosa non si discute: Bach è Bach, il più amato e forse il più eseguito nella storia della musica di tutti i tempi. Non è allora un caso il titolo programmatico della serata «From Bach to Future» - con quel bach che pronunciato all'americana suonerebbe affine a «back» - e che tende il filo rosso dal settecento ai giorni nostri; insomma un «ritorno al futuro» in cui non si sa bene quale sia l'arrivo e quale la partenza. Li Biao & Friends al Carlo Felice (ore 21) per la prima volta nel cartellone della Giovine Orchestra Genovese: lui, nato in Cina e riconosciuto come uno tra i migliori percussionisti asiatici, suona più di sessanta strumenti provenienti da Africa, America, Europa e Asia. Vincitore di numerosi premi internazionali già all'epoca dei suoi studi, Li Biao è anche e soprattutto un solista, esecutore di innumerevoli brani di epoche diverse, poi compositore, fondatore e direttore artistico del festival delle Percussioni di Pechino, docente al Conservatorio Centrale di Pechino e presso la Hanns Eisler Musikhochschule di Berlino, con masterclass tenuti in tutto il mondo. Loro, i «Friends», sono un «percussion group» formato da Claudio Estay, Philip Jungk, Alex Gloeggler, tra l'altro protagonisti musicali della cerimonia di chiusura dei Giochi Olimpici di Pechino 2008. Serata un po' fuori dal coro per domani, allora, che prevede un primo tempo dedicato interamente al contemporaneo, con brani per percussioni e per percussioni e computer: «Rhytem Song» di Paul Smadbeck, «Tinplay» di Per Andreasson, «Temazcal» for Maracas solo and Computer di Javier Álvarez, «Blues For Gilbert» di Mark Glenworth, «Michi» di Keiko Abe, con arrangiamento dello stesso Li Biao. E una seconda parte più variegata, con Bach in apertura seguito da «Music for pieces of wood» di Steve Reich, «Drama x» di Li Biao, «Marimba Spiritual» di Minoru Miki. Con nota di merito alla Gog, che alla tradizione accosta sempre interessanti incursioni nel repertorio contemporaneo, meno conosciuto dalle grandi platee e spesso trascurato soprattutto nei teatri italiani. Prossimo concerto, lunedì 15 novembre (sempre alle 21 al Carlo Felice) con Lylia Zilberstain al pianoforte: in programma, musiche di Chopin, Skrjabin, Rachmaninov.