Il ritorno di Ingrid: devo tutto alla Francia

Lo sbarco a Parigi, l’abbraccio con il presidente Sarkozy e con Carla
Bruni. Poi scende in piazza e ringrazia la gente che l’ha sostenuta.
"Il futuro? Con la mia famiglia". Ma nei piani della Betancourt ci sono
anche un pellegrinaggio a Lourdes, una visita al Papa e tanti libri da
scrivere

da Parigi

«Ingrid Betancourt è di ritorno!» ha esclamato ieri Nicolas Sarkozy, accogliendola all'aeroporto militare di Villacoublay, nell'area parigina. Ai piedi della scaletta dell’aereo, con la prèmiere dame Carla Bruni al suo fianco, il presidente francese era al settimo cielo. Ma la suo sorriso non era nulla confronto a quello di Ingrid Betancourt.
Passi sicuri giù dal velivolo messo a disposizione da Parigi e subito un abbraccio. Prima Sarkò, poi la moglie. Nella confusione capire cosa si dicano è impossibile, ma il gioco di sguardi è evidente. L’ex top model sembra ammirare lo splendore di questa donna che, dopo sei anni nella giungla (dove «l’animale più pericoloso era l’uomo» ha detto), a rigor di logica, dovrebbe apparire quantomeno stanca.
E invece, nel riabbracciare assieme a loro tutta la Francia, Ingrid Betancourt è radiosa. «Sogno da sette anni questo momento - ha dichiarato all'aeroporto e ha ripetuto poi all’Eliseo - Sono felice di stringere la mano di Sarkozy, che tanto ha fatto per me». Tanto come tante sono state le pressioni esercitate sul presidente colombiano Alvaro Uribe, inizialmente deciso a un’azione militare che avrebbe messo in pericolo gli ostaggi.
E proprio a loro torna il pensiero della Betancourt. «La Francia ha fatto molto per me - ha detto alla platea riunitasi per accoglierla - E io, anche se non ne ho il diritto, vorrei chiederle di fare di più, di pensare anche a tutte quelle persone che ancora sono private della loro libertà». Dall’aeroporto all’Eliseo, famiglia al seguito: marito, sorella, madre, nipote e ovviamente i due figli, Melanie e Lorenzo.
E nel palazzo presidenziale francese si è parlato anche del suo futuro. Da quello più immediato - ieri sera si è ricoverata al il Val de Grâce, l’ospedale militare di Parigi, per alcuni controlli, nonostante la buona salute che ha dimostrato in questi giorni - a quelli a medio termine. «Non so dove vivrò - ha risposto a un cronista - La mia famiglia è sparsa in giro per il mondo, e io voglio stare con tutti loro».
Ma nel suo futuro, anche tanti viaggi: vuole andare a incontrare il Papa e in pellegrinaggio a Lourdes. Ma prima ancora, al santuario mariano di Parigi: «Ho da tempo un appuntamento con la Vergine della rue du Bac» ha detto l’ex candidata alla presidenza colombiana.
Sono passati solo 48 ore dalla liberazione di questa donna così lucida anche nella stanchezza di queste giornate. Pronta anche a spegnere le polemiche che, lanciate nell’etere da una radio svizzera, sono rimbalzate fino a Parigi. «Un riscatto per la mia liberazione? - ha replicato a una domanda - È una cosa che mi appare abbastanza improbabile. Ho visto i militari che hanno salvato i miei compagni e me: dubito che sarebbero stati capaci di fingere la felicità e la sorpresa che c’erano nei loro occhi, se tutto fosse stato una messinscena».
Dopo la conferenza stampa, via, a passo spedito, in mezzo alla gente di Parigi, col sindaco Delanoe in testa, per stringere chi ha manifestato per lei. Insomma, della sua liberazione della Betancourt sono contenti proprio tutti. Tranne, forse, Ségolène Royal, l’ex rivale di Sarkozy per l’Eliseo, che lo ha accusato di non aver alcun ruolo nella liberazione. Una dichiarazione inelegante che è stata subito zittita da tutti e che non ha saputo rovinare la giornata di ieri.