Il ritorno della Koll: «Potrei interpretare Ilda Boccassini»

L’attrice sarà la moglie di un gladiatore in «San Pietro», fiction di Raiuno con Sharif

Cinzia Romani

da Roma

«La mia vita non è più semplice, ora. Semmai, è più complicata, perché più piena», spiega Claudia Koll, nel modo sommesso che ormai le è proprio, da quando ha intrapreso il suo nuovo cammino spirituale. Già diva, consacrata da Tinto Brass nell'Olimpo della pornografia leggera, con l'esaltazione delle sue forme sensuali in Così fan tutte; poi star formato casalingo, con la miniserie televisiva Linda e il brigadiere, infine testimone d'una ritrovata fede in Dio, attraverso molte iniziative umanitarie, l'attrice vicina all'Opus Dei è stanca di sentirsi etichettare come «attrice mistica». È vero, va a messa tutti i giorni e si comunica, ma ciò non significa che passi ogni sua ora tra Vespri e Compieta. Claudia Koll è e resta un'attrice, nel mondo di qui e di ora. E dalle sue vacanze al mare, trascorse a Cesenatico con il nipote e con il cane, parla di sé e dei suoi progetti.
Dicono Claudia Koll e la pensano intenta a sfogliare Vangeli, a compulsare vite dei santi, anziché copioni...
«Si sbagliano! E poi non mi piace per niente il termine di "mistica", che mi hanno affibbiato per pigrizia, o per paura».
Perché, non le si addice? Il nostro è un mondo fin troppo laicizzato: basta che uno preghi e subito scatta la nomea...
«Il fatto è che il Signore mi ha umanizzato, facendomi ritrovare me stessa. Nel mondo dello spettacolo patinato, dove tutto sembra bello e virtuale, facevo fatica a vivere la realtà. Con la sua chiamata nel mondo, invece, il Signore mi ha dato la possibilità di guardare alle cose con gli occhi dello Spirito».
Tornando a questioni terrene: quali sono i suoi progetti, per il rientro d'autunno?
«A novembre, tornerò su Raiuno con la fiction San Pietro, girata da Giulio Base per la Lux Vide di Ettore Bernabei. Recito la parte di Anna, una schiava cristiana che è madre di tre figli e moglie di un gladiatore».
Una parte alquanto terrena, pur in ambito religioso...
«La mia Anna, capelli lunghi e peplo sgargiante, è un personaggio gioioso e luminoso. Nella prima scena, la più drammatica, la donna si trova accanto a Pietro, nella fiction Omar Sharif, quando scopre che il marito, schiavo cristiano anche lui, combatte nell'arena. Anna, infatti, ignora che il marito sia un gladiatore».
Come si è trovata a recitare accanto a Sharif, già sex symbol, di fede musulmana?
«Abbiamo girato ad Hammamet, in Tunisia, paese musulmano, ma non integralista e ci siamo trovati bene. Omar è un uomo alla ricerca, lui pure, e il ruolo di San Pietro l'ha posto comunque di fronte a certe domande. L'ho visto vacillare».
L'ex seduttore, amante del gioco d'azzardo e gran viveur, cerca Dio?
«Quando affronti certi personaggi, da attore, devi scegliere quale taglio dare alla tua parte. Durante la cena del martirio, Omar ha un primo piano e, per esprimere la fede di San Pietro, m'ha rivelato d'essersi messo a guardare il cielo, in cerca d'una stella, cioè di Dio. Il Signore c'è anche per l'uomo Sharif, di fede musulmana. Inoltre, lui è battezzato cristiano!».
Ancora una fiction a sfondo religioso: dov'è la Claudia attrice non misticheggiante?
«Tanto per sfatare la leggenda dei ruoli mistici, che mi proporrebbero in continuazione, mi hanno appena offerto il ruolo di Ilda Boccassini in un film».
Stiamo parlando del magistrato che ha fatto tremare le vene e i polsi a mezza Italia?
«Può sembrare singolare, ma la biografia della Boccassini, con i suoi colpi di scena e gli sfondi sociali di un'Italia tormentata, potrebbe presto diventare un film. Non ho ancora la libertà di parlarne apertamente, ma ecco un progetto che di mistico ha nulla».
È vero che ha fondato un suo movimento, per aiutare il prossimo in difficoltà?
«Si tratta dell'associazione "Per le Opere del Padre", il Padre della parabola del figliol prodigo. Operiamo negli ospedali, con i malati terminali; nelle carceri minorili, ovunque ci sia bisogno».