Il ritorno di Luisa: «Vedrete, con Giletti io non litigherò»

Superati i momenti difficili (personali e professionali) la Corna si prepara per «Domenica in»: «Sono pronta per il talk calcistico»

Lucio Giordano

da Roma

Bentornata signora Corna.
«Grazie, ma non ero mica sparita, sa? Mi sono solo fermata un anno all’indomani della scomparsa del mio papà. È stata una botta tremenda».
Capisco. Però dal 2 ottobre è pronta a ricominciare con Domenica in: è arrivato il momento della rivincita artistica?
«Me lo auguro. Certo».
Lo dice con il tono di chi sta già facendo tutti gli scongiuri del caso, Luisa Corna. Già, perché meglio diffidare dal mondo della tv. Tre anni fa, l’ascesa professionale della showgirl di Palazzolo sull’Oglio, Brescia, sembrava inarrestabile. Dopo aver partecipato al fianco di Fausto Leali al Festival di Sanremo con il brano Ora che ho bisogno di te aveva presentato Notti Mondiali, quindi le era stato affidato un varietà circense, Sognando Las Vegas, stroncato dalla critica televisiva, che però lei continua a difendere a spada tratta. Infine, il sogno erotico degli italiani, si era affacciata alla conduzione di La grande notte del lunedì: sostituita ad inizio programma.
I problemi della Corna partono proprio da lì, da quel cambio in corsa. Doveva presentare il Festival di Sanremo. Non se ne fece nulla. E dopo l’esperienza di valletta parlante a Controcampo, era finita in un cono d’ombra, dal quale vedeva la luce solo per presentare qualche premio estivo, come il Barocco dello scorso anno e far parlare di sé più che altro per vicende extraprofessionali. Ma quest’estate, i primi segnali di riscatto: con Massimo Giletti, con il quale farà coppia proprio a Domenica in, ha condotto il Festival di Castrocaro.
Partiamo dal suo compagno d’avventura domenicale: che tipo è Giletti?
«Prima di Castrocaro non lo conoscevo affatto. Ma in quelle serate di lavoro ho capito che è uno diretto. Nel bene o nel male le cose te le dice in faccia, le chiarisce subito senza giri di parole. E la cosa mi piace moltissimo».
Dicono anche sia un tipo poco accondiscendente, un protagonista. Mara Venier ne sa qualcosa: tra di loro lo scorso anno, il lunedì erano frequenti le liti a mezzo stampa.
«Con me non ci saranno problemi: non sono aggressiva e se una persona mi piace cerco sempre il compromesso per non discutere. E poi a Domenica in ci divideremo i compiti. Lui si occuperà degli argomenti di attualità, io delle interviste ai personaggi dello spettacolo. Mentre Rosanna Lambertucci avrà uno spazio tutto suo dedicato al benessere».
Quest’anno, senza nemmeno 90° Minuto, sulla carta siete battuti in partenza. Dalle 18 alle 19 che fate, giocherete a briscola?
«Grazie per l’incoraggiamento. Di sicuro ce la metteremo tutta per contrastare una concorrenza fortissima. E comunque stiamo valutando l’ipotesi di dar vita ad un talk show calcistico, senza immagini. Dalla prossima settimana perfezioneremo l’idea. Del resto, io di calcio me ne intendo. Il mio povero papà ha giocato in serie B e per nove anni sono stata fidanzata con Aldo Serena. Per non parlare della mia esperienza a Controcampo».
Dopo lo sport passerete il testimone a Mara Venier che sarà guidata da Gianni Boncompagni...
«Certo. Domenica in farà gioco di squadra...»
Durante il programma canterà anche?
«Sì. Proporrò alcuni dei brani del mio primo cd, che uscirà a settembre e dovrebbe intitolarsi 13, come il numero delle canzoni dell’album. Genere soul e blues».
Quale edizione di Domenica in le è piaciuta di più in passato?
«Quelle condotte da Pippo Baudo. Ma ad essere sincera non è che ne abbia seguite molte. Da ragazzina la domenica uscivo spesso e a 16 anni ero già all’estero per lavorare come modella. Poi, una volta tornata, ho cominciato a girare l’Italia come cantante».
Dopo l’esperienza in Al momento giusto con Panariello, con il cinema invece ha chiuso?
«Continuo a studiare recitazione, pronta a cogliere al volo altre opportunità. Se arrivano».
Ma da grande cosa le piacerebbe fare?
«Condurre un varietà come Milleluci. Continuare a cantare, la mia vera passione. La prima volta sul palco risale a quando avevo 7 anni. Cantai Romagna mia».