Il ritorno di Marrazzo Adesso sfila nel corteo contro la discarica

A due anni dallo scandalo sessuale, l'ex governatore del Lazio torna in politica. L'appello alle autorità: &quot;Diciamo no a<strong> </strong>Malagrotta ma anche alle altre <em>Malagrotte</em>&quot;

Roma - Dopo due anni di silenzio, Piero Marrazzo torna a far sul serio. Se già qualche settimana fa si era visto sul palco della festa romana dell'Idv, oggi la sua partecipazione si fa più attiva. 

L'ex governatore del Lazio, coinvolto nel 2009 da uno scandalo sessuale, ha sfilato questa mattina a Riano, nel corteo organizzato contro la costruzione di una discarica.

"Diciamo no a Malagrotta ma anche alle altre Malagrotte", ha scandito Marrazzo, "Lo dico come ex presidente della Regione ma anche come cittadino, una discarica a Riano ferisce il territorio e non dà un’adeguata risposta al problema rifiuti nel Lazio". L'ex governatore ha le idee chiare: "Non si può dire chiudiamo Malagrotta e poi spostarla da un’altra parte, oltretutto in una zona che ha un’insostenibilità strutturale e che, proprio per questo, io non avevo autorizzato. Si finisce soltanto per finire un territorio".

Ma, se una discarica come quella di Malagrotta - una delle più grandi d'Europa, 240 ettari in cui vengono scaricati tra le 4500 e le 5000 tonnellate di rifiuti ogni giorno e che produce ogni anno 330 tonnellate di fanghi e scarti - deve essere smantellata per una direttiva europea, resta il problema dei rifiuti. 

Anche per questo Marrazzo ha la sua ricetta: "Far partire tutti gli impianti di termovalorizzazione e realizzare solo discariche a servizio, aumentando di pari passo la differenziata". Ecco quindi l'appello al prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro (commissario per i rifiuti), al sindaco Gianni Alemanno, al presidente della Provincia Nicola Zingaretti, alla governatrice Renata Polverini: "Blocchiamo questa discarica e ripartiamo proprio da Riano per un grande evento pubblico in cui si discuta realmente del futuro dei rifiuti del Lazio".