Il ritorno Mastella apre al Pdl e accusa l’ex pm: con lui i magistrati sono stati più clementi

Mastella e Di Pietro. Le scintille tra i due non sono mai mancate. Né quando il governo Prodi era vicino alla fine né adesso. Così tra le puntualizzazioni del leader Udeur, a margine del consiglio nazionale del partito, che rilancia l’Udeur sulla scena politica nazionale e prelude a un avvicinamento al Pdl in nome della comune appartenenza «europea» al Ppe, salta fuori un riferimento che ha tutta l’aria di avere il politico di Montenero di Bisaccia come destinatario. «Per i fatti di un anno fa - spiega Clemente Mastella - la procura di Santa Maria Capua Vetere ha sentito i miei collaboratori, e un mese e mezzo fa mi ha spedito un avviso di garanzia. Anche su questo non posso non sottolineare l’uso di due pesi e due misure». Mastella si toglie molti sassolini dalle scarpe. Ed è proprio parlando dell’«autentico complotto» contro di lui, dell’azione congiunta «politica, mediatica e giudiziaria» che accenna anche all’ultima indagine che lo vede coinvolto. L’accusa della procura campana è di avere, a suo tempo, rivelato pubblicamente che i magistrati di Santa Maria Capua Vetere avrebbero chiesto l’arresto per alcuni esponenti del suo partito. Al proposito, l’ex Guardasigilli prima replica nel merito («Era tale la mia onestà e il senso dello Stato che da ministro della Giustizia nemmeno sapevo che era pronto da mesi l’ordine di arresto per amici dell’Udeur») e poi, appunto, accenna al doppiopesismo. Inevitabile pensare a un parallelo con la vicenda che, a Napoli, da dicembre ha visto coinvolto Antonio Di Pietro e suo figlio Cristiano.
Anche per il leader Idv, come è noto, la Dia di Napoli aveva infatti ipotizzato una fuga di notizie, in un’informativa relativa all’inchiesta sui rapporti dell’ex provveditore alle opere pubbliche della Campania, Mario Mautone, con politici e imprenditori. Per gli inquirenti c’è il sospetto che Tonino abbia messo sul chi vive il figlio Cristiano nell’estate del 2007, ben prima che l’indagine napoletana divenisse di pubblico dominio. Ma a quanto dice lo stesso Di Pietro, la sua giustificazione di fronte ai magistrati napoletani - l’aver saputo che Mautone era «chiacchierato» grazie alla squadra di investigatori che Tonino aveva voluto al ministero - sarebbe stata sufficiente a chiarire.
E proprio a questo episodio sembra riferirsi Mastella. Ossia al differente trattamento riservato dai magistrati a lui, con l’invio dell’avviso di garanzia, rispetto a Di Pietro. Il leader dell’Udeur si trincera dietro alla diplomazia. Ma a una domanda diretta sul riferimento a Tonino replica: «Non posso rispondere di no».
Quantomeno, il presunto accanimento contro l’ex Guardasigilli è a «lieto fine»: avendo fatto ricorso in Cassazione, infatti, Mastella ha scoperto che la procura sammaritana aveva archiviato il fascicolo aperto sull’ex ministro per fuga di notizie. Ma ancora sul fronte-giustizia, Mastella rivela di essere al lavoro per «acquisire prove che anche in altre procure io sia stato intercettato irregolarmente e illegalmente». E replica anche a Gioacchino Genchi: «Conosco la differenza tra tabulati e intercettazioni, ma il tabulato non esclude che si sia stati intercettati, e può essere anche più tremendo, perché non permette di capire di cosa si parla».