«Per il ritorno al nuclare bisogna stringere i tempi»

nostro inviato a Capri
Contiene un plauso, ma anche precise richieste, la «cartolina da Capri», dove si sta svolgendo il convegno, che la presidente dei giovani imprenditori di Confindustria, Federica Guidi, ha inviato ieri al governo. Affrontando il tema dell’energia e dell’ambiente, filone portante del 23° Convegno nazionale di categoria, la numero uno degli under 40 ha sottolineato come sia giusto tutelare l’ambiente senza per questo mettere in discussione lo sviluppo e ha riconosciuto alla compagine guidata da Silvio Berlusconi «il merito di aver dato una svolta importante» sul tema dell’indilazionabile ritorno al nucleare, ripensando così «la decisione presa avventatamente vent’annni fa». Aggiungendo però che i giovani industriali si permettono «sommessamente di ricordare che dei cinque anni previsti per la posa della prima pietra, cinque mesi sono già trascorsi». Insomma, bisogna fare in fretta. E le imprese, su questo punto, sono pronte a fare la propria parte.
Al governo, la presidente dei giovani industriali Federica Guidi ha poi mandato a dire anche molto altro. Ad esempio raccomandandogli la «responsabilità di dialogare con l'opposizione per mettere le basi di un accordo duraturo, di massima, su alcuni punti di primaria importanza».
Ma non basta per Guidi infatti è altresì «responsabilità dell'opposizione - ha detto - non proporre una strategia dell'alternanza basata sullo sfascio sistematico di ciò che ha fatto il governo precedente».
Così come «è responsabilità delle amministrazioni locali non disfare tutto quello che viene faticosamente costruito al centro». Più in generale, ciò che un’impresa chiede oggi alla politica è sintetizzabile in una parola: certezza.
E dall’assise caprese sono arrivate anche due precise proposte: defiscalizzare completamente gli utili delle imprese reinvestiti e ripensare il sistema dei fondi pubblici destinati all’innovazione. «Se lo Stato decide di accompagnare lo sviluppo di nuove tecnologie - ha detto la presidente Guidi - crediamo debba farlo innanzitutto rimuovendo impedimenti, non distribuendo fondi».
In quest’ottica, la defiscalizzazione degli utili investiti «ha un duplice vantaggio: in primo luogo è per sua natura di carattere generale, e nel lungo termine può generare addirittura un aumento del gettito fiscale» dal momento che «alcuni degli investimenti defiscalizzati porteranno a dei risultati, cioè faranno salire i profitti delle imprese interessate e conseguentemente la loro spesa per far fronte agli obblighi fiscali».