Il ritorno al proporzionale unico scoglio

Si prospetta uno scontro tra Udc e An. I sondaggi: Cdl in recupero, ha solo tre punti di svantaggio sulla sinistra

da Roma

È il giorno del «sì» alla costituente della casa comune del centrodestra, del via libera ufficiale di An e Udc al progetto caro a Ferdinando Adornato. «An ci sta, daremo i 20 nomi per poter partire» dice Altero Matteoli. E sull’altro fronte, Lorenzo Cesa, «inviato speciale» di Marco Follini, annuncia che l’Udc aderisce alla Costituente. Un’apertura forte, un’adesione convinta che regala un sorriso a Silvio Berlusconi, confortato anche dagli ultimi sondaggi che danno la Casa delle Libertà in recupero con uno svantaggio di soli tre punti percentuali (46% contro 49%) rispetto all’Unione e Forza Italia attestata attorno al 21%.
Il «lato oscuro» della trattativa è però la «conditio sine qua non» posta dal partito di Marco Follini. Un aut aut dettato con toni secchi: «Il progetto avrà successo solo se accompagnato da un forte e inequivoco impegno sul proporzionale», scandisce Cesa. Un nodo che si intreccia con la trattativa che i tecnici della Cdl portano avanti, in contemporanea, a Montecitorio. Un vertice, quello degli sherpa, tutto dedicato alla legge elettorale, che si risolve in un nulla di fatto e in un conseguente rinvio della discussione ai piani alti delle segreterie, ovvero a un vertice politico ad hoc. Certo non manca chi vede già la luce alla fine del tunnel. Una fonte di Forza Italia, ad esempio, delinea così il possibile esito della vicenda: «L’Udc vuole andare fino in fondo sul proporzionale ma alla fine il vertice politico sancirà che la strada non è percorribile e si procederà alla semplice abolizione dello scorporo. Per il proporzionale non ci sono né le condizioni politiche né quelle parlamentari».
Non tutti, però, la pensano in questo modo. E i timori che la «questione pregiudiziale» posta dall’Udc possa farsi strada circolano eccome, soprattutto dentro An che considera il ritorno al proporzionale come un’assicurazione per la fine del bipolarismo e il ritorno alla «politica dei due forni». Non è un caso che sul tavolo della trattativa gli sherpa della Cdl abbiano messo anche l’ipotesi di una riforma proporzionale alla tedesca, ovvero con l’indicazione del premier. Uno scenario di compromesso destinato a essere riproposto nelle prossime settimane.
A Via della Scrofa, però, la determinazione è quella di non cedere. I dirigenti di An contano sulla speculare intransigenza diessina per costruire una diga anti-proporzionale che, dicono, potrebbe contare anche sul sostegno di Carlo Azeglio Ciampi, pronto a far valere la sua moral suasion. Quel che è certo è che rispetto al gelo calato tra Forza Italia e Udc all’indomani del congresso centrista, i rapporti tra i due partiti sembrano essersi rasserenati. E questo potrebbe essere foriero di sorprese. A Via Due Macelli non si fa mistero che la mossa del premier - che non ha escluso l’ipotesi di un ritorno al proporzionale - sia stata accolta «positivamente» e considerata come «un’apertura». Berlusconi, d’altra parte, è da sempre convinto che il proporzionale dia una maggiore garanzia di governabilità e per questo apre alla discussione sul proporzionale. Senza certezza, però, sul suo buon esito.