Il ritorno di Ronaldo «Voglio subito un gol e restare nel Milan»

«Scusate il ritardo, ma da domenica ci sarò anch’io. Anzi, di più. Non vedo l’ora di tornare in campo, sono finalmente pronto a giocare sul serio nel Milan», pensieri e parole di Ronaldo che, lunedì sera, ha riassaporato il profumo del prato in quel di Malaga, in occasione della «partita contro la Povertà» tra gli «amici di Ronaldo» e gli «amici di Zidane». Centoundici giorni dopo l’assurdo infortunio riportato il 31 luglio a San Siro durante la presentazione della nuova maglia rossonera, quasi quattro mesi di polemiche con Milanlab, speranze, arrabbiature, ansia e tanto, tanto lavoro.
«Ho dovuto aspettare ancora una settimana, perché a Bergamo uno spezzone di partita l’avrei giocato senz’altro», afferma Ronaldo che così, a prima vista, malgrado gli allenamenti e la dieta rigorosa ai quali si è sottoposto, appare ancora piuttosto «paciarotto», un bell’ovale con un evidente accenno di doppio mento e una linea che non è proprio quella di Naomi Campbell. Certo, il Fenomeno non deve sfilare sulle passerelle, il suo compito è solo quello di fare gol in un altro genere di passerelle, quelle calcistiche. Anche lunedì sera, negli appena 30 minuti giocati («mezz’ora senza rischi», gli aveva chiesto Carlo Ancelotti), qualcosa di buono ha fatto, ma non ha suscitato particolari entusiasmi: 10 palloni giocati, due assist, un bel tiro che ha costretto il portiere Jehle a un mezzo miracolo, due dribbling e due palle perse. Ma anche movimenti pesanti e uno scatto che scatto ormai non è più.
Un po’ poco, direte voi, ma quanto basta a fare felice Ronaldo. «Sono contento, la partita ha avuto un grande successo, c’erano 35.000 spettatori entusiasti e devo ringraziarli per avere comprato il biglietto che è andato in beneficenza. Mi sono divertito, abbiamo dato spettacolo e ho provato sensazioni positive». Al punto da costringere Ancelotti a schierarlo subito col Cagliari, ma Ronie non casca nel tranello: «Sono preparato e pronto a fare gol. Lo ero anche a Bergamo, deciderà Ancelotti, ma a Cagliari vorrei proprio giocare dal primo minuto. Nessuno pensi che sono finito, ho ancora tanto da dare in questo campionato e anche dopo». Insomma, Ronaldo è pronto anche a firmare il rinnovo del contratto che scade il prossimo giugno.
Ma un pensiero all’amico Adriano in difficoltà, Ronie lo manda: «Tutti devono aiutarlo, ha bisogno di affetto e protezione. Sono state dette cose esagerate su di lui e sono sicuro che tornerà grande. È stato l’allenatore che non gli ha permesso di giocare». E a Roberto Mancini saranno fischiate le orecchie.