Il ritorno di Schumi «Questa Ferrari non ha bisogno di me»

Il tedesco ai box per la prima volta dopo il ritiro: «La mia esperienza per ora non serve»

nostro inviato a Montmelò

Ammettiamolo. Fa un certo effetto vedere kaiser Michael Schumacher con le cuffie da ingegnere in testa, la camicia bianca Ferrari, e due ricetrasmittenti ai fianchi come fossero le pistole del cow boy. Sembra spaesato dentro quel box una volta suo regno. Se ne sta lì, mentre Raikkonen e Massa fanno avanti e indietro con la pista, rombano, sgommano e in fondo, un po' lo ignorano. Forse è tornato troppo presto, kaiser Michael. Troppo vivo il ricordo del campione cannibale per vederlo a proprio agio nei panni del super consulente. Lui dice di star bene, però sembra imbarazzato. Come se, tutto a un tratto, avesse capito che un conto è vedere la sua F1 da casa, un altro starsene lì, capace di dire e suggerire ma impotente a guidare.
Vivere come una persona comune: una vittoria?
«Vivere come tutti gli altri è un'esperienza davvero interessante... oserei dire che pensare soprattutto alla famiglia, ai figli è addirittura eccitante».
Non abbiamo ancora capito che cosa diavolo faccia per la Ferrari? È qui come super consulente? Avrà un ruolo propositivo o interverrà solo se interpellato?
«Dipenderà dai bisogni del momento. Comunque il mio compito principale sarà supportare il team, mettere a disposizione la mia esperienza, proporre soluzione in base a quanto accade».
Parteciperà ai briefing con i piloti?
«Sarò là dove è necessario che sia».
Come giudica Raikkonen?
«Non vado nel dettaglio, dico solo che abbiamo una squadra che può vincere il titolo».
A chi dà informazioni?
«Direttamente a Jean Todt o ai tecnici».
Non teme che la sua presenza, qui, in questo momento, possa distrarre la squadra?
«Devo aiutarla, non confonderla, non sarei qui se ci fosse questo rischio».
Ha voglia di provare la F2007?
«Al momento no. Ma se davvero mi mancasse basterebbe dirlo e potrei guidarla».
Però la Ferrari ha iniziato la stagione meravigliosamente.
«È vero, per cui ho meno da dare del previsto: sono stati bravissimi a riorganizzarsi dopo l'uscita mia e di Ross Brawn (l'ex direttore tecnico, ndr). Vorrei aiutarli con la mia esperienza, ma ora non mi pare ne abbiano bisogno».
Se non la guida, che cosa le manca?
«Il contatto con la gente con cui ho lavorato tanti anni».
Che cosa ha provato entrando per la prima volta da ex nel paddock di un gp?
«In fondo ero felice, sapevo che avrei incontrato molti amici»
Perché è venuto solo alla terza gara?
«Non avrebbe avuto senso viaggiare così tanto, fra Australia, Malesia, Bahrein. E poi il mio è un ruolo solo di supporto al team».
Mika Hakkinen sostiene che presto o tardi tornerà in F1.
«No, sono piuttosto felice di come sto, però chi può sapere che cosa accadrà nel futuro...».
Quando il mondiale è scattato e lei non era là, davanti al semaforo verde, come si è sentito?
«Tranquillo, non ho provato grandi sensazioni, forse perché l'Australia è molto lontana e tutto mi pareva distante. Adesso è diverso perché sono qui, in mezzo all'ambiente in cui ho vissuto per sedici anni».
E la nuova vita?
«La cosa più bella è non avere più qualcuno che prepara la mia agenda degli impegni. Mi sveglio alla mattina, sto con i miei figli con la testa sgombra. Perché anche prima riuscivo a passare del tempo con loro, ma avevo sempre dentro di me il chiodo fisso delle gare, di quello che avrei dovuto fare. Adesso, invece, sono tutto per i miei bambini».
Hamilton ha detto che si ispira a lei e a Senna?
«È molto bravo, e dopo aver visto le sue gare in Gp2, lo scorso anno, non mi stupisce quel che sta facendo. Sorprende la costanza».
Con Massa ha un grande rapporto, e con Raikkonen?
«Mi aspettavo questa domanda: trovo assurdo che la gente giudichi il rapporto tra le persone contando le parole che queste si dicono. Con Felipe ho lavorato tanto e lo conosco e ci frequentiamo da cinque anni, con Kimi no».
Dà ancora consigli a Massa?
«Una volta, lo scorso anno, ora non gli servono».
Ha nuotato con le balene: cerca altrove l'adrenalina che trovava in F1?
«Diciamo che quando voglio assaporare la competizione, allora gioco a calcio. Da quando mi sono ritirato è la cosa che faccio di più».
Sincero: pensa di poter saltare su questa Ferrari e fare subito i tempi di Raikkonen e Massa?
«Mi sono ritirato al momento giusto: così la finite di fare speculazioni e potete pensare quel che volete».
Ma ce l'ha ancora la patente di F1, la super licenza?
«Lo sa che non lo so. Devo informarmi».