Il ritorno del sindaco più amato dagli spezzini

Alberto Vignali

Un torrente in piena. «Ho 14 anni di silenzio che deve colmare». L'ex sindaco socialista della Spezia degli anni '90, Gianluigi Burrafato, da ieri mattina è il candidato alla poltrona di primo cittadino della Spezia, per conto della Casa delle Libertà. L'accettazione ufficiale dell'incarico è arrivata alla presenza di Sandro Biasotti, ex governatore della Regione, nel corso di una conferenza stampa che ha riunito tutte le anime del centrodestra. Presenti ed entusiasti i vertici di Forza Italia, con il coordinatore ligure Michele Scandroglio e il consigliere regionale Luigi Morgillo, e quelli di An, presente a livello regionale con Eugenio Minasso e locale con Giacomo Gatti. «Il centrodestra in passato è andato diviso - ha subito chiarito il candidato che ha riunito in un progetto tutta la Cdl ed aperto la porta anche ad altri soggetti - in ordine sparso, la fiducia che mi sono sentito ha reso la mia persona condivisa, non per degli equilibri di partito, ma per un obiettivo».
Ma un uomo che come lei arriva dalla sinistra non si sente fuori posto? Burrafato non dà il tempo neppure di finire la domanda, ha già la risposta che arriva in automatico, per rafforzare la prima candidatura formalmente ufficializzata in una città capoluogo per le amministrative. «Sono stato motivato a tornare in politica dallo sdegno civile - spiega con determinazione -. Non faccio il politico per campare e questo mi rende indipendente da ogni schema o vincolo. Anzi, lascio la mia vita, quella tra i miei libri e le mie api, per un impegno che sarà gravoso. Ma non voglio fare il custode di una necropoli che qualcuno ha voluto mantenere tale per avere un maggiore controllo politico. Certo, sono di sinistra, se la solidarietà è di sinistra, e sono di destra, se ordine pubblico e decoro sono di destra. Sono per il buonsenso».
Quali sono allora le prime tre cose che farà da sindaco?
«Intanto pensiamo a ridurre l'Ici sulla prima casa - prosegue il candidato della Cdl - poi si deve terminare quello che non è stato fatto sulla viabilità ad esempio e poi dare una prospettiva alla portualità turistica. La vertenza per la centrale Enel, la realizzazione della variante Aurelia, lo stadio, l'ospedale e il porticciolo turistico. Tutte pratiche che erano in discussione quando ho chiuso l'esperienza da sindaco. Sono ancora tutte qui». Sui grandi temi Burrafato parla anche della necessità di investire in un futuro legato realmente alla nautica, senza perdere o cancellare le realtà economiche già esistenti, e si pone il confronto con le vicine Cinque Terre che definisce «una California». Quando si parla di chi chiamerà nella sua giunta, è altrettanto esplicito. «Non farò una squadra decisa per tessere. Anzì - conclude -. Chiamerò amici non politicizzati, anche persone dall'altra parte che come me sono stanche di questa situazione. Voglio gente onesta e di talento che sappia sorridere. Il mio motto l'ho preso in prestito dal papa: "Gli angeli sanno volare perchè sanno sorridere"».
Il suo avversario, nella corsa alla poltrona di sindaco della Spezia, sarà quasi sicuramente Massimo Federici, 50 anni, attuale assessore alla Pianificazione territoriale. La sua proposta di candidatura è arrivata circa un mese fa, quando il Ds ha annunciato di voler continuare la politica del sindaco uscente, Giorgio Pagano. Una candidatura che dovrà passare al vaglio delle primarie del centrosinistra. Infatti una decina di giorni fa, inatteso ed imprevisto, il sottosegretario alla Difesa Lorenzo Forcieri, aveva annunciato «di essere disponibile» a candidarsi alle primarie per fare il sindaco. Prenderà una decisione nei prossimi giorni. Ma quella di ieri è stata comunque solo la giornata di Burrafato, eclettico concorrente in una roccaforte del centrosinistra che lo vede come concreto catalizzatore di più realtà. Ieri alla sua conferenza stampa di presentazione c'erano anche uomini vicini alla sinistra che sono «venuti a salutare un amico, non un candidato», ma questo fa ben comprendere il clima in cui si vive in questi primi giorni di vera campagna elettorale.