IL RITORNO DEL TRIO

«Rivedrete molti sketch inediti dell’85 che furono scartati perché troppo forti»

da Roma

Il segreto? Separarsi quando ci si vuole ancora bene. «Per questo tutti vogliono vederci di nuovo assieme. Perché non abbiamo fatto in tempo a invecchiare, né a litigare, né a passare di moda». E oggi finalmente, alla stessa domanda che da anni, periodicamente, tutti e tre sentono ripetersi («Ma quand’è che tornerete a riunirvi?») Anna Marchesini, Massimo Lopez e Tullio Solenghi possono dare una nuova risposta. «L'8, il 15 e il 22 febbraio, su Raiuno». Così dopo quindici anni il Trio torna assieme. E forse, non per un’occasione soltanto.
«L'idea ci è venuta dopo che io e Tullio siamo andati ad applaudire Anna a teatro - racconta Massimo Lopez -. Quindici anni fa ero stato io, a insistere perché ci separassimo. Tutto andava a gonfie vele, anche troppo: ma all'entusiasmo iniziale piano piano era subentrato il business». «Rischiavamo di ripeterci, di non trovare più validi argomenti - gli fa eco Tullio Solenghi -. In dodici anni di attività frenetica avevamo speso un enorme quantità di energia». «Doveva essere solo “una pausa di riflessione”, due, tre anni. E invece è andata avanti per quindici - aggiunge Lopez -. Ma è stata anche salutare. Perché staccammo all'apice del nostro successo: non facemmo in tempo a diventare meno bravi». Poi per anni, prima l'uno poi l'altro, hanno tentato la ricomposizione: «E in quei casi era soprattutto Anna, a farci desistere. Io spingevo per la tv: lei e Tullio per il teatro - racconta Lopez -. Fino a che, dopo averla rivista in scena, proprio lei ha commentato: ragazzi, forse è arrivato il momento giusto». E la Marchesini, da parte sua ha dichiarato: «Così ora siamo come un gruppo musicale, che dopo anni di separazione ha finalmente deciso di rimettersi a fare musica assieme».
Prodotto da Bibi Ballandi e fortissimamente voluto da Fabrizio Del Noce, lo show (per ora senza titolo) parte anche da un curioso ritrovamento: «Quello di numerosi sketch inediti che girammo per la Domenica in del 1985 - rivela Lopez - ma che, a causa di contenuti allora giudicati troppo “forti” non andarono mai in onda». «Li abbiamo rivisti poche settimane fa, seduti nel salotto di Anna - racconta Solenghi - e abbiamo riso come allora; forse più di allora». «Così è nata l'idea - si entusiasma Massimo -. Perché non proporli ai giovani di oggi, che non ci hanno mai visti? E magari proprio per i nostri 25 anni di attività?». «Sarà come negli incontri con gli universitari, che abbiamo tenuto in questi anni - precisa Tullio -. In studio, assieme al pubblico in diretta, rivedremo quegli sketch. Li commenteremo, ne riveleremo il dietro le quinte. E scatteranno nuove situazioni comiche». Conclusione (come ha commentato Anna): «Abbiamo ancora tanta voglia di giocare». Ma la lunga separazione ha cambiato i protagonisti del Trio? Per Lopez, «ha maturato ciascuno di noi, lasciandoci però gli stessi». «Appena ritrovati, è stato come annusare il profumo del minestrone di casa - sorride Solenghi -. Il fatto è che nessuno di noi tre era la spalla, né il leader dell'altro. Eravamo - e ancora siamo - perfettamente coordinati. E totalmente amici. Se l'anagrafe è impietosa, l'affettività non muta». Nel frattempo, però, tanta comicità è passata in tv. Quella del Trio non rischierà di risultare «datata»? «Il rischio c'è, inutile nasconderlo - ammette Tullio -. In effetti siamo tre signori già avanti cogli anni». «Ma in giro non mi pare di vedere nuovi comici straordinari - considera Massimo -. Oggi di comicità se ne fa troppa. E il livello, fatalmente, si abbassa». La gioia del Trio e dei suoi fan è tale che l'occasione non dovrebbe rimanere isolata. «Abbiamo proposto alla Rai un ciclo di grandi capolavori del teatro brillante, da Feydeau a Campanile - rivela Tullio -. Un modo in più per far ridere secondo quello che abbiamo dimostrato d'essere: degli attori a tutto tondo».