Ritrovata la chitarra di Picasso

Un giocattolo dal valore inestimabile. Tanto da meritare una bacheca speciale, di legno e vetro a prova di proiettile. Non ci volle molto per convincere l’allora novantaduenne Giuseppe Vittorio Parisi a cedere la «Pequena Guitarra», un gioco realizzato e dipinto da Pablo Picasso per la figlia Paloma, successivamente regalato all’artista italiano e amico del maestro spagnolo. L’opera, conservata nel Museo civico di arte contemporanea di Maccagno, il «Parisi-Valle», sul lago Maggiore, finì così nelle mani di un ricco imprenditore laziale di 50 anni, di Pomezia, specializzato nell’import-export di legname pregiato. Peccato che l’uomo nascose il piccolo strumento musicale-giocattolo in un armadio, all’interno di un’anonima scatola da scarpe gialla.
A denunciare la misteriosa scomparsa della «chitarra» è stata la moglie dell’artista di Maccagno dopo la morte del marito, avvenuta nel gennaio di quest’anno. Secondo quanto ha raccontato la vedova agli inquirenti, la «chitarrina» dedicata a Paloma Picasso, già inserita nel catalogo del museo, sarebbe stata prelevata nel 2007 con un raggiro perpetrato ai danni dell’anziano coniuge, direttore del museo.
Entro pochi mesi sarebbe dovuta tornare al mittente, ma non andò così. «Le nostre indagini sono andate avanti per ben cinque mesi - spiega il capitano dei carabinieri Gabriele De Pascalis, comandante della compagnia San Pietro di Roma -, alla fine siamo arrivati al commerciante di Pomezia. I due si erano conosciuti per la comune passione dell’arte. Durante la perquisizione nella sua villa abbiano ritrovato l’opera. L’uomo si è subito giustificato dicendo che si trattava di un regalo che gli aveva fatto Parisi, non di un furto o un raggiro. Del resto basta dare un’occhiata al catalogo del museo, dove compare con tanto di numero d’inventario, per accertare quale sia la vera proprietà».
Non apparterrebbe all’imprenditore, del resto, anche per Wanda Valle, secondo la quale la «Pequena Guitarra para Paloma» - questo il nome completo dell’opera - era stata ceduta momentaneamente al solo scopo di realizzare un contenitore museale degno del suo valore.
Una piccola chitarra gialla, nera e grigia con la scritta Paloma sul retro della cassa, ma dalla grande importanza storico artistica. In attesa del processo, l’uomo è stato denunciato a piede libero per il reato di truffa. L’opera, invece, sarà restituita nei prossimi giorni al Museo Civico del lago Maggiore, secondo la volontà dello stesso Picasso che l’aveva ceduta a Parisi come estremo gesto d’affetto.
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