Ritrovato il transatlantico affondato davanti a Bergeggi

(...) una lussosa nave passeggeri della flotta britannica, ma era stata sequestrata dalla Royal Navy per il trasporto delle truppe. Al momento dell'affondamento trasportava 3 mila persone ed era diretto verso il fronte turco, in Palestina. Per 409 degli imbarcati non ci fu nulla da fare e una novantina furono sepolti nel piccolo cimitero di Zinola, vicino a Savona.
Dopo quasi cent’anni il Transylvania è stato finalmente individuato: si trova spezzato in due tronconi a 630 metri di profondità davanti all’isola di Bergeggi. I carabinieri subacquei di Genova l’hanno trovato, grazie agli «occhi» elettronici di un robottino che si chiama Pluto Palla e alla Gay Marine, un’azienda che ha messo a punto questo robot-sommozzatore capace di scendere là dove un uomo non può andare: oltre 600 metri sotto il livello del mare. E l’hanno trovato anche perché la nave e le storie dei suoi passeggeri non furono mai dimenticate dalle parti di Ponente. Frammenti di ricordi di chi sopravvisse e tornò in Inghilterra, contenuti in alcune foto sbiadite e nelle testimonianze di chi c’era e si mobilitò per salvare i superstiti. Il Transylvania, una delle punte di diamante della compagnia Cunard, venne impiegata con una certa regolarità sulla tratta dalla Gran Bretagna fino ad Alessandria D’Egitto, per far confluire truppe e rifornimenti sul fronte coloniale. Per diversi anni completò con successo questa tratta, ma il 4 maggio 1917, mentre si trovava davanti alle coste liguri fra Spotorno e Bergeggi, alle 10.30 del mattino venne attaccata a affondata da un U-boote, un sommergibile tedesco che da tempo incrociava nei paraggi. La nave, scortata da due cacciatorpedinieri giapponesi che cercarono invano di intercettare il sommergibile, affondò in due ore. I superstiti vennero soccorsi e accolti in gran parte dalla popolazione della costa, che cercò di accorrere con ogni mezzo sul luogo dell’affondamento, nonostante il mare grosso e la distanza da terra. Molti superstiti vennero ricoverati nelle case di chi li aveva soccorsi. Anche Tom fu salvato, il cagnolino mascotte del Transylvania caduto fuori bordo in seguito all’esplosione. Nuotò fino a riva. Stremato, ferito, fu accolto in una famiglia di Spotorno, con la quale visse tanti altri anni ancora. Il governo inglese diede numerose onorificenze a persone e Comuni della costa.
Monica Bottino