Riunificate le chiese ortodosse russe

Mosca. Per gli ortodossi russi ieri è stato un gran giorno: la Chiesa ortodossa russa in esilio, costituita dopo la rivoluzione bolscevica del 1917, ha deciso di riconoscere il patriarca di Mosca come suo capo spirituale. È la fine di uno scisma innescato dalla rivoluzione comunista del 1917. Nonostante che l'Urss sia crollata nel 1991, ci sono voluti quindici anni per questo storico gesto, in quanto una parte degli ortodossi all'estero ha continuato a guardare con sospetto al clero ortodosso all'interno della Russia, spesso infiltrato in passato da uomini del Kgb (il famigerato servizio segreto sovietico) e tradizionalmente sottomesso al potente di turno. La Chiesa ortodossa russa all'estero conta circa mezzo milione di fedeli in oltre 30 Paesi e ha 300 parrocchie in America, Europa e Australia. La sede del suo capo spirituale, il metropolita Lavr, è a a Jordansville, vicino a New York.