La riunione dei Lions diventa processo alla Vincenzi

Padrone di casa impeccabile, Emanuele Russo ha proposto l'altra sera, a Villa Spinola, un incontro dei Lions Club con il sindaco Marta Vincenzi e il magnifico rettore Giacomo Deferrari. Filo conduttore della serata lo sviluppo e il futuro di Genova. Il sindaco batte sui soliti temi, cultura e infrastrutture: «Se non facciamo qualcosa adesso, condanniamo Genova al provincialismo e tra trent’anni la nostra città sarà spopolata». Cade in contraddizione la professoressa quando afferma di considerare necessarie le opere infrastrutturali salvo lamentare un'eccessiva urbanizzazione delle colline genovesi. Sì a Gronda di ponente, Erzelli e collegamento veloce con Milano dunque, improvvisamente rivendicati capisaldi dell'amministrazione comunale fin dal giorno dell'insediamento: 40 minuti di intervento, lasciano come sempre l'impressione che le parole siano più dei fatti.
Contro il mugugno genovese che blocca i progetti si scaglia Deferrari, che porta però dati concreti: 300 posti letto in più per gli studenti provenienti da fuori Genova, accordi con aziende e società per l'assorbimento dei laureati dei corsi triennali e ottimizzazione dei corsi di insegnamento.
Gli interventi animano il dibattito fino all'una di notte: «se noi commercianti sbagliamo è giusto che ne paghiamo le conseguenze. Ma perché dobbiamo essere sempre noi a pagare anche quando gli sbagli sono nostri?» chiede Anna Fiori. La soluzione passa senz'altro per i collegamenti: «Negli anni Ottanta questa città ha perso 250.000 abitanti: dobbiamo lavorare affinché questo non si ripeta». Sulla fuga dei cervelli si esprime Davide Zucca: la figlia giovane ingegnere lavora in Svizzera e non contempla il ritorno in patria. Il maggior bacino d'utenza per i cervelli liguri rimane comunque il capoluogo lombardo: il lavoro è su, a Milano. A Genova manca un parcheggio come quello di Famagosta e la possibilità di raggiungere il centro velocemente.
Quando si parla di cultura si finisce per parlare di centro storico: il più grande d'Europa, una storia di ricchezza e tradizioni antichissime; ma anche un problema di sicurezza che i genovesi accusano in modo drammatico. Mal comune e mezzo gaudio: il sindaco genovese accusa il degrado e il pericolo di altre città del nord Italia e si scaglia contro gli Alpini. «Abbiamo tutti visto che gli alpini non hanno risolto la situazione. Ci vuole ben altro per fronteggiare un problema di questo tipo». Benissimo: quale?