Riva condannato per inquinamento

Emilio Riva e i suoi figli Claudio e Fabio Arturo, ai vertici delle Acciaierie di Cornigliano, sono stati condannati alla pena di un anno e quattro mesi di reclusione, senza i benefici della condizionale, oltre al pagamento delle spese processuali e al «risarcimento del danno causato all’Associazione Per Cornigliano, a Legambiente e alla Federazione dei Verdi» che si erano costituiti parte civile. Una sentenza, quella pronunciata ieri dal giudice Luisa Carta del tribunale di Genova, per certi versi clamorosa che arriva al termine di un complesso procedimento penale avviato nel 2001, quando «Per Cornigliano», guidata da Cristina Pozzi, aveva citato in giudizio l’imprenditore per inquinamento.
All’epoca, l’avvocato Roberto Damonte, che patrocinava i cittadini riuniti nell’associazione, aveva presentato un esposto alla magistratura corredato dalle firme di oltre mille residenti nella delegazione, esasperati per il progressivo deterioramento della qualità dell’aria e le pesanti conseguenze sulla salute attribuite alle emissioni degli impianti dell’Ilva. Da lì, l’avvio del procedimento penale che sarebbe culminato, tre anni dopo, nella testimonianza di un gruppo degli stessi componenti dell’Associazione Per Cornigliano.
E proprio in seguito a queste testimonianze - ricorda adesso Cristina Pozzi - il giudice «ha esteso il reato di inquinamento ambientale oltre la chiusura della cokeria, comprendendo anche l’attività dell’altoforno. Nel marzo dello scorso anno, infine, lo stesso magistrato ha ammesso la costituzione di parte civile della nostra associazione, che intanto aveva corredato l’esposto con una ventina di cartelle cliniche a ulteriore chiarimento della insostenibilità della situazione ambientale». (...)