«Riva ha inquinato, ora deve risarcire»

(...) Per effetto della sentenza di ieri, Per Cornigliano viene risarcita con 5mila euro, lo stesso importo che va alla Federazione dei Verdi, mentre Legambiente ottiene 7mila euro di indennizzo, che dovranno essere liquidati in solido da Emilio Riva e dai figli. La condanna è stata inflitta «senza condizionale», in considerazione del fatto che - sottolinea una nota di Legambiente - «si tratta di soggetti recidivi con recenti condanne pregresse già passate in giudicato. Emilio Riva - aggiunge sempre Legambiente - il 29 settembre dello scorso anno è stato definitivamente condannato in Cassazione a sette mesi di reclusione, poi convertiti in pena pecuniaria di 8mila euro, per emissioni fuori legge di polveri e gas riversati su alcuni quartieri a Taranto, e successivamente, l’8 marzo di quest’anno, sempre in Cassazione, è stato condannato definitivamente a un anno e sei mesi per frode processuale e tentata violenza privata nei confronti di numerosi dipendenti dello stabilimento di Taranto». Per effetto, comunque, della legge recente sull’indulto, le pene sono interamente condonate.
Sul piano legale, resta il fatto che la sentenza di ieri è molto pesante, anche perché - sottolinea ancora Legambiente - se la terza condanna di Riva venisse venisse confermata e l’imprenditore dovesse incorrere in un altro, anche minimo, «infortunio» giudiziario, si potrebbe configurare la possibilità del ritiro immediato delle licenze d’esercizio dei suoi impianti in Italia. «D’ora in poi, quindi - insiste Cristina Pozzi - sarà più difficile per Riva fare liberamente ciò che vuole sulla nostra pelle come in passato. l’Associazione Per Cornigliano, dopo questa sentenza, è ancora più forte. Ma noi, come sempre, vigileremo e lotteremo per tutelare il nostro diritto alla salute».