Rivarolo, spirale di violenza Bar incendiato: è vendetta?

Continua a Rivarolo la spirale di violenza che vede protagonisti gli immigrati. Un attentato incendiario è scattato l’altra sera contro un bar frequentato da sudamericani. Il collegamento è con l’aggressione di domenica scorsa quando un cittadino ecuadoriano di 27 anni ha massacrato di botte un anziano passante, riducendolo in fin di vita.
Secondo una prima ricostruzione, gli autori del raid avrebbero cosparso di liquido infiammabile la saracinesca del locale per poi appiccare un incendio che, anche grazie all’intervento dei vigili del fuoco, allertati da alcuni abitanti della zona, non avrebbe provocato danni ingenti alla struttura.
Sul posto sono accorsi poliziotti della questura di Genova e agenti della polizia scientifica, che hanno effettuato i primi rilievi per cercare di risalire all’identità degli autori del blitz. Tra le ipotesi investigative, una possibile rappresaglia per la brutale aggressione al pensionato, che era stato colpito a calci e pugni, senza alcun motivo, mentre passeggiava tranquillamente per una strada del quartiere.
L’ecuadoriano, un muratore di 27 anni, aveva infatti confessato ai carabinieri che aveva picchiato l’anziano come rito di iniziazione per entrare in una gang di connazionali che gli avevano chiesto - per accettarlo - una «prova di coraggio». Anche se ieri la sua posizione è cambiata. «Ho avuto come un black out. Non mi ricordo cosa sia successo domenica in strada. Non ricordo proprio nulla di quello che ho fatto» ha detto l’ecuadoriano tramite il suo legale Danilo Icardi.
Poche ore prima del gravissimo episodio, secondo le denunce presentate alle forze dell’ordine un altro anziano, a poca distanza da via Canepari dove è avvenuta l’aggressione, sarebbe stato vittima di un tentativo di violenza. L’operaio ventisettenne, comunque, non era nuovo alla violenza visto che era già stato segnalato per aver preso a bottigliate in testa una persona.
La Valpolcevera torna dunque alla ribalta per la cronaca nera: non solo l’incendio doloso, ma anche due furti. Il primo episodio è avvenuto nel supermercato Carrefour di via Jori a Certosa, nelle prime ore del pomeriggio di lunedì, quando un romeno di 33 anni ha nascosto nelle giacca diverse scatolette di acciughe. Dentro la camicia i poliziotti di una volante della Questura, chiamati dalla vigilanza del negozio, trovano ben dieci scatole di acciughe per un valore commerciale di 49,90 euro e lo denunciano per furto. Poco dopo alla Coop di via Rivarolo due stranieri hanno tentato di rubare quattro paia di calze sportive. La tattica usata dai due ladri è quella «uno paga e l'altro ruba». Nello specifico, uno dei due si porta alla cassa con una bibita e impegna la cassiera nel contare i soldi e l'altro afferra le calze e le infila nello zaino raggiungendo il suo complice, che con lo scontrino in mano ha appena oltrepassato la barriera. Questa volta, però, il piano non funziona, perché, oltre ai due ragazzi, tra gli espositori c'è anche una dipendente che li sbugiarda. Alla luce dei fatti accaduti in Valpolcevera ieri si è svolto un incontro tra il sindaco Marta Vincenzi, gli assessori Francesco Scidone e Roberta Papi, il presidente del Municipio Valpolcevera Gianni Crivello e il comandante della polizia municipale Roberto Mangiardi.