La rivelazione? Sarà Ryan Gosling

Non deve guardarsi dalle Idi di Marzo. Anzi. Il thriller politico che, tra due giorni, aprirà i giochi di Venezia, inaugurando la 68esima edizione del festival, vede Ryan Gosling protagonista di spicco accanto al veterano George Clooney, qui nella triplice veste di attore, sceneggiatore e regista d’uno dei film più attesi al Lido. E pazienza se il talento emeregente, impegnato sul set, non sarà in laguna. Ne Le Idi di Marzo, ispirato al romanzo politico Farragut North, basato sulla campagna presidenziale di Howard Dean, 2004, Gosling contende la scena a una vecchia volpe come Clooney. Il corpo a corpo è così serrato che il poster del film lo sintetizza con un volto diviso a metà: da una parte, la faccia smagata di George, dall’altra quella sorniona di Ryan e i due mezzi visi accarezzati da una copertina di Time, con su scritto: «È questo il futuro Presidente d’America»? La scelta iconografica, giocata sul tema del doppio, rimanda al cuore politico del thriller, dove Clooney impersona il candidato presidente Mike Morris, un duro in corsa per la Casa Bianca e Gosling è il suo portavoce e addetto stampa. Entrambi belli e impossibili, i due appaiono da subito legati come Castore e Polluce, cavandosela entrambi alla grande nella manipolazione della realtà. Esercizio tremendamente moderno. Le Idi di Marzo, che 01 distribuirà a inizio autunno, sarà il battesimo del fuoco per Gosling, finora noto alle cronache rosa per il suo lungo fidanzamento con la collega Sandra Bullock, conosciuta sul set di Formula per un delitto. E sempre durante le riprese di un altro film, Le pagine della nostra vita, la celebrità emergente ha conosciuto Rachel McAdams, ex-fidanzata che, insieme a lui, ha vinto un MTV Award per il miglior bacio, scambiato appunto sul set di quella commedia sentimentale. Da supporter di Barack Obama, Gosling dovrà vedersela con le inevitabili polemiche che seguiranno l’uscita de Le Idi di Marzo. Però alle difficoltà lui è abituato da quando, alle scuole elementari, fu sottratto alla furia dei bulli da sua madre Donna, una segretaria anonima di fede mormone che lo ritirò da scuola. Così Ryan ha ricevuto la classica educazione domestica. È alla Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli ultimi giorni che Ryan s’è scolpito un duttile carattere di ferro. Che gli ha consentito, fin da bambino, di gareggiare con ossi duri come Justin Timberlake, o Britney Spears nella scuderia Walt Disney. Da ragazzino, Gosling faceva il ballerino e il cantante nel Mickey Mouse Club. Un luogo artistico dove piccole jene crescono, così, metà anni Novanta, ecco il decollo con la serie tv canadese Hai paura del buio? Ma la vera occasione, per l’intellettualino Ryan, arriva nel 2008 con Il sapore della vittoria di Craig Gillespie e qui ci scappa pure una candidatura al Golden Globe e una partnership con Denzel Washington. Però ci voleva la rivista GQ per esaltare il fascino di Ryan, eletto nel 2010 come uno degli uomini dell’anno. I numeri li ha. Fascino sottile da vendere e impegno politico, che sempre paga, dato il suo progetto per il Darfur. Adesso, poi, fioccano film di grande respiro, come Crazy Stupid Love della coppia Glenn Ficarra e John Requa, con un cast che include Emma Stone, Kevin Bacon e Julianne Moore (dal 16 settembre). O di culto come Drive di Nicolas Winging Refn, rivelazione della scorsa edizione di Cannes. Qui il nostro incarna un autista esperto in rapinare le banche. Quando, però, un colpo finisce male, lui scappa, portando con sé la donna d’un detenuto. E quella faccia da bravo ragazzo? Serve a trarre in inganno.