Rivelazioni americane

Anche Italia e Spagna, oltre a Gran Bretagna, Francia e Germania, erano possibili obiettivi dell'attacco multiplo dei terroristi in Europa, stile Mumbai. Lo rivela al quotidiano inglese Daily Telegraph una fonte dell'intelligence Usa. Il piano dei terroristi studiato nelle aree tribali pachistane, a ridosso del confine afghano, prevedeva attacchi nei centri della capitali europee o delle principali città. Commando suicidi, come a Mumbai, avrebbero cominciato a sparare per strada, in mezzo ai passanti, o si sarebbero fatti saltare in aria per compiere un massacro. Nella città indiana un manipolo di 10 terroristi è riuscito ad uccidere 166 persone ferendone 300. In azioni multiple del genere il più alto numero di vittime viene provocato nei primi 30 minuti dell'attacco.
Per sequestrare il maggiore numero di ostaggi i terroristi avrebbero attaccato alberghi, stazioni ferroviarie o della metropolitane e forse ospedali, come hanno fatto in India. Se l'obiettivo erano le capitali Roma sarebbe stata nella lista, ma i terroristi puntavano anche a colpire i simboli finanziari dei Paesi europei. Per questo Milano è pure una città a rischio, soprattutto nella zona centrale della Borsa.
«Non ci risultava che nel mirino ci fosse anche l'Italia, ma è ovvio che con una minaccia europea l'attenzione è accresciuta» spiega una fonte dei nostri servizi di informazione a Il Giornale.
Il piano non è mai entrato nella fase operativa di cellule giunte in Europa per colpire. Però era stato discusso da otto tedeschi e due britannici, che hanno aderito alla guerra santa internazionale. Una fonte dell'intelligence di Islamabad ha rivelato al Telegraph che i sospetti sono stati intercettati «mentre telefonavano a Londra e in Germania alla ricerca di appoggio logistico per compiere gli attacchi». Un paio di tedeschi catturati in Afghanistan e Pakistan negli ultimi mesi hanno confermato il piano. I due inglesi erano fratelli e fanno parte di una pattuglia «di 15-20 britannici, che sono nei campi» del terrore nelle aree tribali pachistane per addestrarsi, secondo i servizi di Londra.
L'8 settembre un attacco mirato di un drone della Cia ha eliminato uno dei due britannici del complotto, Abdul Jabbar, di origini pachistane. Il problema è che la brigata europea di giovani votati ad Al Qaida aumenta. I servizi tedeschi sostengono che 220 «volontari» hanno già viaggiato dalla Germania al Pakistan e all'Afghanistan inseguendo la guerra santa. Per una settantina ci sono «prove evidenti» che sono stati addestrati militarmente. Un terzo dei soldati tedeschi del Jihad sono rientrati in patria, ma secondo Islamabad almeno 60 sarebbero ancora annidati nel nord Waziristan, al confine con l'Afghanistan.
Pochi mesi prima dell'11 settembre anche dall'Italia partirono sei tunisini verso l'Afghanistan allora in mano ai talebani. Finirono tutti a Guantanamo e dallo scorso anno tre sono tornati nelle galere del nostro Paese. Adel Ben Mabrouk si trova nella sezione speciale del carcere sardo di Macomer. Gli altri due sono Nasri Riadh e Moez Abdel Qader Fezzani. I detenuti musulmani accusati di terrorismo, circa 80, sono concentrati a Macomer, Asti, Benevento e Rossano. «Per ora non risulta che ci siano italiani nelle aree tribali - sostiene la fonte dei servizi - Anche se non si può escludere che qualche pazzo possa sempre saltar fuori».
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