Le rivelazioni del Regina Coeli: "Cucchi arrivò qui con le lesioni"

Interrogati dalla commissiona parlamentare d'inchiesta tre medici del carcere: "Stefano arrivò il 16 dicembre con gravi lesioni"

Roma - Lesioni gravi al volto, lesioni vertebrali e un sospetto di trauma cranico addominale. Sono queste le condizioni in cui era Stefano Cucchi quando il pomeriggio del 16 ottobre è stato portato al carcere del Regina Coeli. A rivelarlo sono stati tre medici dell’istituto penitenziario, due dei quali visitarono il ragazzo quel giorno, ascoltati questa mattina dalla commissione parlamentare d’inchiesta sul Servizio sanitario nazionale, che ha aperto un’inchiesta sulla morte del giovane. La commissione ascolterà martedì prossimo la famiglia del ragazzo. Il giorno successivo, invece, saranno sentiti i medici dell’ospedale Fratebenefratelli.

La commissione "Noi siamo ancora all’inizio della nostra indagine - ha spiegato il presidente della commissione Ignazio Marino al termine dell’audizione -, ma i medici sono stati molto precisi circa la condizione fisica di Stefano Cucchi nel momento di ingresso al carcere di Regina Coeli". E dalla loro descrizione e dalla cartella clinica, "che esiste, perché lui è stato subito ricoverato nel centro diagnostico terapeutico del penitenziario, è evidente - aggiunge Marino - che il ragazzo aveva già lesioni gravi, al volto, aveva il sospetto di un trauma cranico o di un trauma addominale e sicuramente delle lesioni vertebrali".

La Tac rifiutata Riguardo invece alla domanda fatta da Marino al personale sanitario se la nausea di Chucchi fosse un sintomo da attribuire a disturbi gastrointestinali o invece di tipo neurologico, dunque con sospetto trauma cranico, i medici, aggiunge Marino, hanno risposto che loro pensavano "al sintomo come a un’evidenza di un danno nervoso centrale". A tale proposito doveva essere effettuata una Tac di controllo ma, conclude il presidente della commissione, "apparentemente sembra ci sia stato il rifiuto di Cucchi di sottoporsi a questo tipo di esame. Anche se su questi aspetti dovremo fare un approfondimento con i medici dell’ ospedale Fatebenefratelli".