Riviera ligure E Gheddafi junior non paga il conto in albergo

GenovaIn campo, inteso come terreno di gioco, praticamente non l’ha mai notato nessuno, nonostante la buona volontà e la maglia multicolore che indossava, quella della squadra di appartenenza (momentanea e folcloristica), la Sampdoria. Anche perché, quando ha tentato disperatamente di dare un calcio al pallone, a lui, Al’Saadi Gheddafi - sì, proprio il figlio del colonnello libico con asserite ambizioni calcistiche - il pallone, infingardo, dev’essere sembrato peggio di una saponetta. In compenso, Gheddafi junior, nel mese o poco più in cui si è allenato con i blucerchiati, s’è fatto notare, eccome, nell’albergo del Tigullio, riviera ligure, dove aveva installato una sorta di quartier generale: nella suite imperiale, occupata con il seguito di guardie del corpo e un cane, il giovane Al’Saadi ha vissuto come un pascià. Totalizzando alla fine del soggiorno un conto da oltre 300mila euro. Che però - secondo l’accusa del titolare dell’esercizio - è stato dribblato con una «veronica» degna di Maradona: il campione mancato, tornato ad allenarsi sulle dune del Sahara, si sarebbe scordato di saldare la fattura dell’albergo, tanto che l’albergatore - a due anni di distanza - stanco di aspettare l’assegno, s’è rivolto alla magistratura. È scattata la denuncia, sotto forma di decreto ingiuntivo al presidente del tribunale di Chiavari, competente per territorio, che però ha respinto la richiesta chiedendo ulteriori approfondimenti. Insomma: c’è ancora da stabilire se si tratti di gol o di autogol. Col rischio, vista la celerità della giustizia italiana, di andare comunque ai tempi supplementari.