La rivincita di Britney Nuovo cd, nuovo look «Ma mi sento vecchia»

MilanoPerò niente male: Britney Spears è viva e vegeta e non è più quel rottame che per due anni ha monopolizzato tutti i giornali del mondo. Domani esce il suo nuovo cd, e come titolo ha scelto il riassunto ideale della sua vita negli ultimi tempi: Circus, cioè circo, immagine esatta solo tenendo conto che lei era quella in pista, mica in tribuna, e ci girava come fanno quei clown che ogni tanto cascano per terra, ruzzolano e rimangono a pancia all’aria così per scatenare l’applauso. La sua però non era l’agilità di un guitto: era la disperazione di una bambina di ventisei anni, strapazzata dai giochi perversi della fame di fama, il mostro che in pochi anni dalla serie tv The new Mickey Mouse Club l’ha portata a vendere più di sessanta milioni di dischi in tutto il mondo. A proposito: il nuovo Circus non è malaccio, di sicuro è più corposo di Blackout, che è uscito in primavera ed era un bello scioglilingua dance ma niente di più. Certo, i limiti di Britney Spears sono sempre gli stessi: la voce non decolla mai, i testi sembrano il diario di un’adolescente e in generale l’atmosfera è quella di un party con i bicchieri di carta sui tavoli. Però stavolta c’è quella lieta baldanza che trasforma i dodici brani (più la già edita Radar) in un viaggio divertente e spettacolare che se non altro conferma la sua rinascita. In Blackout, uscito in primavera, Britney polemizzava, si toglieva qualche sassolino dai suoi décolleté con tacco dodici. Stavolta no: canta d’amore e moda e ragazzi che, come in Womanizer, «non si sanno raccapezzare tra tante donne diverse». È tornata Britney, insomma, quella che martedì compie ventisette anni ed è l’eroina del pop facile, spregiudicato ma innocente, frivolo quanto lo può essere una passeggiata nella via del centro al sabato pomeriggio. Volendo, la sua è una storia bellissima, da moderno feuilletton. In poco più di un anno ne ha combinate di tutti i colori, con particolare preferenza per il nero. Non bastasse, si è separata dal marito Kevin Federline, ha perso l’affidamento dei due figli Sean Preston e Hayden che, come dice lei, «sono quasi gemelli perché sono nati a un anno uno dall’altro e quindi si possono dare una mano». Peccato che abbiano rispettivamente tre e due anni e quindi altro che aiuto reciproco. Infine, proprio mentre lei veniva ricoverata in una clinica di Malibu perché era andata definitivamente in tilt, il tribunale l’affidava al padre Jamie, che da allora amministra tutti i suoi beni e la tiene sotto controllo. Si dice persino, e chissà se è vero, che poco tempo fa abbia addirittura licenziato una guardia del corpo che aveva permesso a Britney di usare il cellulare, altrimenti vietato.
Insomma, linea dura.
Però i risultati si vedono. C’è il secondo disco in un anno, d’accordo. C’è la vittoria di venti giorni fa agli Mtv Europe Awards. C’è soprattutto la copertina di Rolling Stone Usa che strilla quello che tutti pensano: «Yes she can», sì ce la può fare anche lei, mica solo Obama. Nell’intervista, Britney dice papale papale: «Mi sento come una vecchia. Vado a letto alle 9 e mezza tutte le sere e non esco per nessun motivo». Nel documentario di Mtv girato durante le registrazioni di Circus ha detto: «Avevo totalmente perso la mia strada, i miei obiettivi, avevo perso completamente me stessa». Adesso si ricomincia, e in fondo, ammettiamolo, sembra proprio una bella storia no?