La rivisitazione del mito nei bronzi di Paolo Mayol

I bronzi di Paolo Mayol in mostra fino al 22 novembre al Vittoriano con la personale dal titolo «Figure eteree e materie guerriere». Si tratta di 50 opere realizzate negli ultimi anni dall’artista napoletano e incentrate sulla rivisitazione del mito, spogliato da riferimenti precisi e calato nella realtà contemporanea. Oltre ad alcuni dipinti e disegni, sono soprattutto i bronzi a rappresentare la poetica di Mayol, che tende sempre, come punto di riferimento, alla tradizione classico-monumentale di antica memoria. Una forza espressiva che si ritrova tanto nei grandi e incisivi bassorilievi quanto nelle piccole sculture aeree e dinamiche. «Ho cominciato con la creta e ho proseguito con il gesso - racconta Mayol - ma poi, strada facendo, mi sono sono avvicinato al mondo del bronzo, che non è per tutti». E anche nelle fonderie di Roma o Verona ha un occhio rivolto al passato: «Lavoro con la cera persa, la tecnica più antica in assoluto».