«Rivista offensiva», la Provincia toglie i fondi

Nell’ultimo numero immagini blasfeme, disegni erotici e critiche al vescovo sui Dico

(...) Fondi tagliati, dunque, al giornalino gratuito distribuito in ateneo (2mila copie la tiratura) che nell’ultimo numero ha messo in prima pagina un disegno con un uomo e una donna in una posizione del kamasutra e a fianco una serie di vignette che illustrano come si usa un preservativo. Seguiva a pagina 2 un attacco alla Chiesa per le sue idee sull’argomento e l’immagine di Cristo avvolta da un preservativo.
Il «periodico di informazione e cultura» - così si definisce Ergo sum - è realizzato «con il contributo dell’Università degli studi di Genova e dell’assessorato alla Cultura della Provincia». O almeno lo era. In attesa di una presa di posizione ufficiale dell’ateneo, è intervenuta la Provincia. Con il suo massimo responsabile, il presidente Repetto, che in una lettera inviata al Giornale spiega: «Non siamo corresponsabili, come potrebbe in qualche modo trasparire dall’articolo, ma siamo anzi parte lesa». Il motivo? «La richiesta di contributo pervenuta alla Provincia era corredata da un progetto ben preciso e del tutto condivisibile». I responsabili di Ego sum, ricorda il presidente, avevano promesso di realizzare un giornale che parlasse dell’idea di Europa, dei giovani che stanno per lanciarsi nel mondo del lavoro, si erano impegnati a «reinterpretare la vita studentesca nella fascia sociale che si sta inserendo nel mondo del lavoro».
Nel numero di aprile, l’ultimo, si vedono invece immagini blasfeme, attacchi alla Chiesa, all’arcivescovo Bagnasco e al ministro Mastella per la critiche ai Dico. Parole e immagini che hanno indignato diverse associazioni cattoliche genovesi, critiche con la Provincia e l’Università per aver permesso che con i soldi pubblici si finanziassero offese alla Chiesa. Repetto stesso parla di «cose assolutamente inaccettabili specie nei contenuti blasfemi» che derivano «dall’associazione di profilattici a immagini sacre o di vocaboli osceni o ancora ad esplicite esibizioni di parti intime del corpo se non legate ad argomenti strettamente scientifici».
Ce n’è abbastanza, insomma, per annullare i 2500 euro promessi lo scorso novembre a favore dell’associazione culturale che pubblica il giornalino diretto da Matteo Politanò e il permesso di usare il logo della Provincia.
Uno scivolone al quale Repetto ha voluto porre rimedio subito. «Voglio ricordare il rispetto e la sensibilità che hanno sempre caratterizzato il mio mandato nei confronti di ogni problematica che riguardi la sensibilità di credenti e non credenti, sia sul piano dell’affermazione dei valori cristiani condivi che dal punto di vista della difesa e aiuto concreto alle opere ed edifici sacri della Provincia» conclude il presidente della Provincia.