Rivive a Casella la storia di San Marino

(...) costato 36mila euro di fondi europei. L’han trasportato con un tir, dopo una lunga trattativa avviata nel 1990 dal direttore della ferrovia Genova-Casella Paolo Gassani fra i ministeri degli Esteri delle due Repubbliche. Chiaro che adesso val la pena festeggiare. E sarà doppia festa. Perché grazie al carro F23 i ciclisti che attraversano l’eurovelo, il percorso che dal Nord Europa arriva in Sicilia, potranno finalmente valicare l’Appennino in treno, 18 bici alla volta. E perché domani il trenino di Casella compie 76 anni.
«È un compleanno con regalo» sorride Alberto Villa l’amministratore unico della Ferrovia. «È il museo dei trasporti che torna in vita» dice l’assessore regionale ai Trasporti Luigi Merlo. Ci si trova alle 10.30, ad accogliere gli ospiti ci saranno hostess in abiti anni Trenta. Si parte alle 11 a bordo del treno storico composto dal locomotore “29“ del 1924 e dalle carrozze del 1929. Sosta a Sardorella per un paritivo con focaccia, vino bianco e salame di Sant’Olcese, ultima fermata Casella, dove verrà agganciato il carro F23. Il resto è una festa che dura fino a pomeriggio inoltrato, la fiera di fine estate e l’esposizione dei veicoli d’epoca, i saluti del sindaco di Casella Marco Baffetti e del console di San Marino Giancarlo Valli, il concerto rock serale, per una volta il trenino andrà a dormire tardi e riporterà a casa con una corsa speciale chi vorrà fermarsi.
Il console di San Marino parla di «frammento di storia e di emozione» e si rammarica che la Repubblica non l’abbia più voluto ripristinare, il trenino bianco e azzurro che collegava Rimini e San Marino. Fra Genova e Casella invece l’han preso come un segnale. Villa, che è amministratore unico da pochi mesi, dice che adesso partirà il rilancio come non se n’erano mai visti, 750mila euro per metter mano a 6 dei 24 chilometri della ferrovia, altri 800mila per manutenzione e restyling, ancora 15mila per la sicurezza dei lavoratori. E poi «per la prima volta la società avrà un piano aziendale di sviluppo - annuncia -, sarà il dipartimento logistica e trasporti dell’Università di Genova a stilarlo». L’obiettivo è ambizioso. Aumentare i passeggeri, oggi sono 180mila all’anno equamente distribuiti fra pendolari e turisti. E valorizzare la vocazione turistico-sportiva dell’impianto. Un trenino così, in fondo, esiste solo qui.