Rivive il dramma delle foibe

Trecentocinquantamila volte addio. Perché furono 350.000 gli italiani costretti a lasciare le loro case e molti di questi trovarono una fine orribile nelle foibe. Il dramma delle popolazioni della Venezia Giulia, della Dalmazia, di Fiume e dell’Istria, rivivrà domani sera al Teatro dell Gioventù con la messa in scena dello spettacolo firmato da Giunio Lavizzari Cuneo per la regia di Riccardo Canepa. Con Lavizzari Cuneo ne sono interpreti Elisabetta Garbarino, Maria Luisa Pili e Gian Maria Conti. Due le rappresentazioni: alle 10 per gli studenti delle scuole medie superiori, alle 17 per il pubblico. L’ingresso agli spettacoli è libero fino ad esaurimento posti.
«350.000 volte addio!» è già stato portato in scena nel febbraio del 2007, ma è stato ulteriormente arricchito di nuove immagini e brani. In particolare del martirio di don Angelo Tarticchio, torturato, mutilato, ucciso e gettato nudo in una foiba con una corona di spine sulla testa. Verrà anche ricordato che a ottobre del 2008 è stato proclamato beato e martire un altro sacerdote istriano ucciso in quegli anni: Francesco Bonifacio. Queste ad altre terribili storie che narrano le vicende umane di tanti innocenti trucidati solo perché italiani, vittime innocenti anche di un lungo, colpevole silenzio.
Il titolo e il testo dell’opera di Lavizzari Cuneo - arricchita da video, musica, canzoni, letture a due voci e parti recitate - si ispirano al libro di Padre Flaminio Rocchi «L’esodo dei 350mila giuliani, fiumani e dalmati» (Edizioni difesa adriatica, 1998) che fornisce una ricca documentazione storica. Andare oggi al Teatro della Gioventù sarà un modo per ricordare, e ricordare il sacrificio di tanti innocenti è il modo migliore per rendere loro omaggio.