La rivolta anti-rom finisce in Procura

La Procura ha aperto un’inchiesta sul rogo di Opera che ha distrutto il campo allestito dalla protezione civile per accogliere 67 rom. L’ipotesi di reato, ancora a carico di ignoti, è di danneggiamento seguito da incendio. Mentre in città è stato un altro giorno di protesta.
Gli abitanti hanno presidiato l’area distrutta dall’incendio. Ancora una volta si dicono contrari all’apertura del campo. «Non siamo razzisti - dicono - ma nessuno ci ha interpellato».
Oggi pomeriggio, intanto, si terrà un vertice in prefettura tra le parti che lo scorso 21 dicembre hanno firmato il protocollo d’intesa: il prefetto Gian Valerio Lombardi, il sindaco di Opera Alessandro Ramazzotti, l’assessore milanese alle Politiche sociali Mariolina Moioli e il presidente della Provincia Filippo Penati, secondo cui «ognuno deve fare la sua parte, ma uno sgombero senza disporre alternative resta un errore». Il vicesindaco Riccardo de Corato ricorda che «Milano non è più in grado di ospitare altri rom, ci sono già oltre 80 campi e questa città non può essere considerata il luogo in cui far confluire tutto il fenomeno». Per l’assessore regionale all’Urbanistica Davide Boni, infine, «è mancato il coinvolgimento della gente, e per questo i cittadini si sono arrabbiati».