Rivolta contro i politici che non difendono il Giornale

La mobilitazione è partita. Serviva un apripista, ne sono arrivati due. E hanno sollevato il problema, hanno detto quello che in molti pensavano, ma nessuno diceva, considerato anche il silenzio assordante di tutte e tre gli enti locali solitamente prodighi di solidarietà verso chiunque e quello dei sindacalisti che di solito dicono di difendere «tutti i giornalisti e tutti i giornalismi». Tutti insomma hanno taciuto di fronte alle accuse, agli insulti e alle minacce di morte rivolti nei confronti del direttore del Giornale Mario Giordano dal sito dell’Italia dei Valori. Matteo Rosso e Gianni Plinio, consiglieri regionali del Pdl, hanno sollevato il coperchio, hanno richiamato l’attenzione sulla gravità delle parole dei dipietristi. E da ieri sono tempestati di telefonate, mail, sms di appoggio.
Messaggi che sono arrivati in ogni modo anche in redazione. E non risparmiano certi silenzi. Soprattutto ai politici del centrodestra. «“La gravità degli insulti e delle minacce, di cui è stato fatto oggetto il direttore del nostro Giornale Mario Giordano, è tale che susciterà certamente, nei suoi confronti, un vasto coro di voci di piena solidarietà, Si configura pure un grave attacco alla libertà di stampa per il quale vi è da aspettarsi una severa condanna di tute le forze politiche dentro e fuori del Parlamento”. Così avevo scritto al Giornale il 6 c.m. ed è ciò che mi sarei normalmente aspettato - scrive Bruno Cassissa - Passi che tale moto di solidarietà non sia venuto da parte dell'opposizione, ma non è certamente lodevole il silenzio (salvo encomiabili rare eccezioni) degli esponenti politici del centro destra che dovrebbero individuare nel nostro Giornale la loro bandiera». Intanto dal direttivo della Lista Biasotti, l’addetto ai rapporti con la stampa Andrea Cevasco esprime «solidarietà al direttore Mario Giordano; dispiace vedere che, non avendo argomenti consoni per rispondere alle legittime domande portate all’onorevole Antonio Di Pietro l’onorevole Luigi Li Gotti si sia sentito in dovere di travestirsi da «satirico opinionista» per confessare la sua avversione a fatti (denunciati e non ancora confutati) dallo stesso Antonio Di Pietro. La nostra solidarietà va certamente estesa a tutti i giornalisti che indirettamente sono stati colpiti da questo incivile attacco mediatico». Poi c’è chi si complimenta con i due consiglieri regionali per l’iniziativa, chi esprime direttamente solidarietà a Giordano e al Giornale. Tutti lo fanno con sincerità, senza secondi fini. «Piena solidarietà anche da parte mia al nostro direttore Mario Giordano», dice Maria Grazia Frijia, consigliere comunale della Spezia che carica l’accento su un’intera parola anziché su una sola sillaba e sceglie l’aggettivo «nostro» per sentirsi ancor più vicina e coinvolta. «Mi unisco davvero sentitamente alla tua solidarietà nei confronti del direttore Giordano - scrive Marco Lasagna in un sms a Matteo Rosso - Dobbiamo essere fieri delle nostre idee e della nostra civiltà e libertà di pensiero». Gli fa eco Sirito che sempre con un messaggino fa sapere al consigliere regionale: «condivido e sostengo la tua presa di posizione a favore di Mario Giordano». Ma è un continuo di telefonate e messaggi. Sottoscrivono la solidarietà e l’iniziativa di Rosso e Plinio anche Costantino Traverso, Carlo Martelli, Augusto Vianson, Massimo Nicolò, Giovannino Sacco e tanti altri.