Rivolta degli immigrati: 15 sul tetto di via Corelli

Mentre centinaia di immigrati e militanti della sinistra radicale marciavano attorno a via Imbonati per chiedere la sanatoria per gli stranieri, alle 17.45 in via Corelli quindici irregolari, rinchiusi nel centro di identificazione ed espulsione, inscenavano la solita protesta salendo sui tetti. Dove rimanevano fino a tarda ora, senza per altro causare incidenti. Come senza incidenti si concludeva anche il corteo, visto che gli stessi immigrati avevano ammonito i centri sociali a non creare disordine come a Brescia.
La scalata dei tetti del Cie non è certamente una novità, anche perché gli stranieri possono rimanere l’intero pomeriggio in cortile, da dove con due salti è possibile raggiungere i tetti dei padiglioni che li ospitano. Questa volta tutto è successo senza devastazioni o incendi, immancabile preludio di ogni scalata. Sul posto è stato inviato un funzionario con i rinforzi che dopo qualche ora ha convinto i più recalcitranti a scendere.
Per il corteo invece punto di partenza e arrivo via Imbonati 26, sotto la torre della «Carlo Erba» su cui il 5 novembre sono saliti tre stranieri per protestare contro le mancante regolarizzazione. All’inizio erano in sette ma freddo, umidità, altezza e disagi hanno fatto cedere quattro manifestanti. La manifestazione, prevista per le 15, s’è mossa con 45 minuti di ritardo. In testa circa 2-300 stranieri, in mezzo militanti della sinistra radicale in fondo, debitamente a distanza, Cantiere, Panetteria, Vittoria e centri sociali vari. Lentamente la manifestazione ha sfilato per via Legnone, Machiachini, Valtellina, Farini, ingrossandosi fino a toccare quasi le mille persone. Poi ancora Valtellina, Maciachini per finire sotto la torre con metà dei partecipanti ormai persa per strada. Tra applausi e cori di solidarietà, i tre asserragliati sono stati invitati a resistere fino a lunedì quando in corso Monforte il prefetto riceverà una delegazione della Camera del Lavoro guidata dal segretario Onorio Rosati.