Rivolta degli immigrati Violenze a Rosarno: assaltati auto e negozi

A innescare la scintilla il ferimento di alcuni extracomunitari colpiti
con una pistola ad aria compressa. Auto distrutte, cassonetti bruciati:
un centinaio di africani devastano Rosarno

Reggio Calabria - Un brutale passo indietro nel tempo. Tornano alla mente le immagini di Castelvolturno, in Campania. Centinaia di immigrati di colore a brandire spranghe, bottiglie, pali stradali trasformati in alabarde. La rabbia dipinta in volto, la voglia di spaccare tutto, di vendicarsi per ottenere rispetto. Si era all’indomani dell’eccidio voluto dai casalesi e costato la vita a sei nigeriani.
Adesso siamo in Calabria a Rosarno, paesone di 15mila abitanti. Sembra di rivedere lo stesso film. Ancora una volta a innescare la miccia è una scintilla di violenza: qualcuno, aveva sparato con una pistola ad aria compressa ferendo alcuni extracomunitari rifugiati in un’ex fabbrica.

Da qui la protesta. Oltre un centinaio di stranieri hanno occupato la statale tra Gioia Tauro e Rosarno, dando fuoco a copertoni e cominciando a prendere di mira gli automobilisti: quasi una decina i feriti. Un tam tam che fatto rimbalzare la notizia ad altri extracomunitari accampati nell’ex fabbrica Rognetta, a Rosarno.
Gli stranieri colpiti, tra i quali c’è anche un rifugiato politico del Togo con regolare permesso di soggiorno, portati in ospedale non destano particolari preoccupazione, ma la volontà di reagire che, probabilmente, covava da tempo nella colonia di lavoratori ammassati nella struttura di Rosarno in condizioni ai limiti del sopportabile, e di altri nelle stesse condizioni a Gioia Tauro in locali dell’Ex Opera Sila, non ci ha messo molto ad esplodere.

Armati di spranghe e bastoni, gli extracomunitari in larga parte provenienti dall’Africa hanno invaso la strada statale che attraversa Rosarno mettendo a ferro e fuoco alcune delle vie principali della cittadina. Gli episodi di violenza non hanno risparmiato nulla: tutto ciò che si trovasse alla portata dei manifestanti, dalle auto, in qualche caso anche con delle persone a bordo, alle abitazioni, a vasi e cassonetti dell’immondizia che sono stati svuotati e incendiati sull’asfalto.
A nulla è valso l’intervento di polizia e carabinieri schierati in assetto antisommossa davanti ai più agguerriti, un centinaio di persone tenute sotto stretto controllo.

Nel corso della serata sono arrivati rinforzi e, in un clima di palpabile tensione, si è intavolata una trattativa nel tentativo di fare rientrare la protesta. Anche la popolazione ha reagito davanti alla situazione di caos, decine e decine di giovani e adulti pronti a scendere in strada per «combattere» i manifestanti.

A Rosarno sono arrivati tutti i dirigenti dei commissariati di Pubblica sicurezza e i dirigenti delle compagnie di carabinieri della Piana. Tra Rosarno, l’ex fabbrica in disuso, e Gioia Tauro in un immobile dell’ex Opera Sila sono circa 1.500 gli extracomunitari che lavorano come manodopera nell’agricoltura.