La rivolta dei coraggiosi

Si rompe il fronte: dalle fabbriche una lettera ai leader
dell’opposizione. "Se salta l’accordo con Marchionne noi perdiamo il
lavoro, voi no&quot;. Al <em>Giornale</em> le firme di adesione

Oggi vogliamo dare spazio e nobiltà non all’editorialista di turno ma a un gruppo di operai della Fiat. Sono i primi coraggiosi che con nome e cognome osano ribellarsi all’ostruzionismo della Cgil e della sinistra contro il nuovo patto sociale proposto da Marchionne. Un patto che è forse l’ultimo treno che il Paese può prendere per rimanere attaccato alla modernità e alla ripresa, che dovrebbe fare scuola per tutta la grande industria italiana, che spezza l’inciucio nefasto tra Confindustria e sindacati. Che piaccia o no, il nemico dell’operaio Fiat non è Marchionne ma il mondo moderno, l’operaio polacco o brasiliano che ha accettato quel salto che in Italia appare impossibile. La lettera che trovate qui sotto è indirizzata a Bersani, Vendola e Di Pietro: «State giocando i vostri interessi politici sulla nostra pelle - scrivono gli operai - e offendendo la nostra intelligenza». Questa gente merita il nostro appoggio e la nostra attenzione. Non lasciamoli soli, nel loro e nostro interesse.

ASa