La rivolta dei negozianti mette in croce Croci: «Il blocco auto? Follia»

Protesta in Montenapo: Cova ha chiuso e altri commercianti minacciano la serrata

La svolta del Comune, «basta auto in Montenapo», e la serrata dei commercianti. Protesta estrema contro Palazzo Marino che fa «una sperimentazione senza dare il tempo a chi è coinvolto di organizzarsi». Manifestazione contro l’assessore Edoardo Croci e la «sua» pedonalizzazione, che per quelli di Montenapoleone è «la risposta di chi non sa gestire il problema traffico».
E osservando il caos automobilistico attorno al quadrilatero della moda, be’, è difficile dar torto ai negozianti di Montenapo. Anzi, ci sono persino pedoni che solidarizzano perché «non far circolare le auto nell’isola del lusso signfica non valutare affatto l’impatto della ricaduta sull’economia e l’immagine di Milano nel mondo». Valutazione condivisa anche dalla pasticceria Cova che, ieri, ha chiuso e garantito di fare replay anche domenica prossima. Naturalmente, le serrande abbassate di Cova nel cuore pulsante del centro di Milano sono una notizia ghiotta che, sorpresa, è persino finita nel tg di una rete televisiva di Hong Kong, dove il made in Milan by Cova è una garanzia di qualità. E, adesso, anche altri commercianti di via Montenapoleone preannunciano di voler tenere chiusi i negozi per protesta: «Avevamo chiesto al Comune e all’assessore Croci di prendere eventuali provvedimenti prima della settimana della moda. La risposta? È sotto gli occhi di tutti».
Anche dell’ex assessore al Traffico Franco De Angelis, che dall’aula di Palazzo Marino bacchetta Croci e denuncia il «fallimento del piano di pedonalizzazione»: «Non solo non c’è stato il coinvolgimento degli esercenti, ma neppure quello del Consiglio comunale che avrebbe dovuto esprimersi. Motivo in più per reclamare la riunione urgente della commissione Trasporti e mobilità. Intanto, il risultato di questo fallimento ricade sulla circolazione di Milano». Ma Croci non molla e attacca i commercianti «mai d’accordo sulle pedonalizzazioni». Uscita che fa venire l’orticaria a Claudia Buccellati, presidente da quindici anni dell’associazione di via Montenapoleone: «Emerge che manca una visione d’insieme da parte dell’assessore della giunta di Letizia Moratti. Si è mai chiesto, Croci, dove vanno le auto che non possono entrare in Montenapoleone?».
Croci però non risponde o, almeno, preferisce ricordare che «la decisione è stata presa perché il traffico aumenta nelle giornate di sfilate». Messaggio chiaro, seguito da note e prospetti che provano il virgolettato. Ma, assicura, «siamo pronti eventualmente a considerare delle alternative». Disponibilità «dopo tante promesse non mantenute», chiosa la signora Buccellati. E mentre un ghisa, «anonimo, please», in servizio all’angolo tra via Manzoni e via Montenapoleone trascorre sette e più ore a spiegare le ragioni del Comune agli automobilisti inferociti, al Cova i ribelli di Montenapo studiano la strategia della serrata, «almeno Croci si accorgerà del suo errore. O, almeno, speriamo».