La rivolta dei «ricchi» da 2.000 euro al mese

Pensionati a mille euro al mese costretti a pagare di più, piccoli artigiani messi in ginocchio dalle addizionali Irpef, imprenditori pronti a scendere in piazza con i propri dipendenti, partite Iva tartassate. Cresce il dissenso per la manovra finanziaria del governo Prodi, anche tra gli elettori di centrosinistra che si sentono traditi da chi in campagna elettorale prometteva «felicità per tutti» e nessun aumento delle tasse. Nelle lettere che pubblichiamo in questa pagina, una piccola parte di quelle ricevute dal «Giornale», si legge la protesta di normali cittadini, il cosiddetto ceto medio, che si vede colpito da un fisco onnipresente. Qualcuno, leggendo le tabelle pubblicate in questi giorni, ha scoperto di essere uno dei «ricchi» che il centrosinistra vorrebbe far piangere. Anche una famiglia che, sommati tutti i redditi, non supera i 40mila euro all’anno. L’aumento dell’Ici sulla prima casa, quello sul bollo dell’auto, le tasse in più anche per chi ha una persona a carico: ecco le novità più odiose per molti italiani, che sembrano condividere l’idea di una manifestazione di piazza contro le tasse lanciata dalla Cdl.