La rivolta dei tartassati di Vicenza: «Si paga fino all’80% del fatturato»

Le piccole e medie imprese strozzate: «Animi esacerbati, non se ne può più»

da Roma

«A mali estremi, estremi rimedi». Come mai il presidente di Federmeccanica, Massimo Calearo, vicentino e fedelissimo di Montezemolo, ha deciso di non bocciare a priori il progetto leghista di rivolta fiscale?
Una spaccatura in Viale dell’Astronomia? Uno smarcamento temporaneo in vista della corsa alla presidenza? Niente di tutto questo. Per comprendere le parole di Calearo bisogna partire proprio dalle sue origini, da Vicenza. Perché il numero uno degli imprenditori metalmeccanici nonché della Confindustria berica è un esponente di primo piano di quella parte di Nord-Est.
I numeri, d’altro canto, non lasciano molto spazio alle interpretazioni. Vicenza e la sua provincia, in tutto 840mila abitanti dei quali il 10% stranieri, nel 2005 hanno prodotto 23 miliardi di beni e servizi, l’1,6% del pil nazionale. Le imprese sono oltre 90mila delle quali il 35% (26.800) a carattere artigianale. Insomma, al di là di qualsiasi generalizzazione la micro-impresa ha continuato ad avere un ruolo rilevante con tutte le implicazioni positive e negative che ne conseguono. Tra le varie difficoltà anche quella dell’accesso al credito: i tassi di interesse medi applicati nel 2005 si sono attestati al 5,95%, dato superiore alla media nazionale (5,82%).
Nonostante tutto Vicenza ha continuato a tirare e l’anno scorso le esportazioni sono aumentate del 4% annuo a 12,13 miliardi di euro, un dato significativo se si considera che la moneta unica ha continuato ad apprezzarsi nel corso degli anni. Tessile, meccanica e oreficeria vicentina, però, hanno retto l’impatto.
Ma quando il vicentino-imprenditore si trasforma in contribuente le cose cambiano. Nel 2004 (ultimo dato disponibile; ndr) l’imponibile Irpef della provincia di Vicenza si è attestato a circa 10 miliardi di euro, poco meno della metà del pil prodotto con un imponibile pro-capite di 11.700 euro. Per le imprese non va meglio. Un sondaggio di Apindustria Vicenza ha messo in evidenza che per le pmi le aliquote medie di tassazione si attestano tra il 70 e l’80% a causa del combinato disposto dei costi indeducibili dall’Ires e dell’Irap.
Il quadro non è entusiasmante. «Gli animi sono esacerbati - spiega Sergio Rebecca, vicepresidente di Confcommercio e presidente di Ascom Vicenza - perché il sistema fiscale è inefficiente e mancano le infrastrutture. Per fare pochi chilometri ci mettiamo ore. Non se ne può più. Certo, le tasse bisogna pagarle, ma bisogna trovare una soluzione».