La rivolta delle saudite: via i maschi dai negozi di lingerie

Stanche di dover svelare la misura dello slip e del reggiseno a commessi uomini, alcune attiviste saudite hanno lanciato su Facebook il boicottaggio dei negozi di biancheria intima.

Una protesta insolita, che viaggia sul mezzo di comunicazione più diffuso del momento, Facebook. E stavolta sono le donne a ribellarsi in un Paese che le vede ancora lontane dai diritti acquisiti da molte occidentali. Il paese è l'Arabia saudita. Stanche di dover svelare la misura dello slip e del reggiseno a commessi uomini, alcune attiviste saudite hanno lanciato attraverso Facebook una campagna per il boicottaggio di due settimane dei negozi di biancheria intima.
Capofila dell'iniziativa è Rim Asaad, una docente di economia che vive nella città di Gedda. «Se veramente avete a cuore i diritti delle donne, evitate per due settimane i negozi di lingerie dove lavorano commessi maschi», ha esortato in un post sulla sua pagina del noto social network.
È dal 2008 che Rim Asaad è impegnata in una vera e propria crociata in difesa della privacy delle sue compatriote ed ha più volte chiesto al governo di autorizzare la presenza di commesse nei negozi di intimo per i due sessi. Le attiviste sostengono che è quanto meno contraddittorio che una donna sia costretta a trattare con uno sconosciuto questioni così private in un paese dove vige una rigida interpretazione dell'Islam e dove per questo sono vietati i contatti pubblici con gli uomini al di fuori del circolo familiare.