Rivolta alla Foce per l’ambulatorio

Roberta Bottino

Il trasferimento del reparto di radiologia del poliambulatorio di via Mascherpa doveva essere temporaneo, ma dalle informazioni che giungono dalla Asl 3, sembrerebbe trattarsi di uno spostamento definitivo. «Il reparto di radiologia necessitava di un ampliamento - spiega la dottoressa Massocco, addetto stampa dell'Azienda sanitaria locale -, e dal momento che in via Mascherpa gli spazi erano limitati, si è convenuto di spostare il reparto in via Archimede dove la Asl porterà nuovi macchinari. I pazienti della zona della Foce se non riusciranno a recarsi nel nuovo reparto, potranno andare al Pamattone».
Comunque sia, i disagi restano per gli utenti, soprattutto anziani, che da un giorno all'altro si sono visti trasferire un reparto per loro così importante. «Il consiglio di circoscrizione Medio Levante - dice il presidente Pasquale Ottonello -, si oppone ad una logica di progressive riduzioni di servizi offerti dall'ambulatorio di via Mascherpa, e sottolinea la propria preoccupazione in ordine al pericolo che una riorganizzazione, che prevede tempi diversi tra la riduzione dei servizi offerti dal suddetto Ambulatorio e l'attuazione di un accordo con l'Azienda Sanitaria San Martino, non si trasformi di fatto in un progressivo smantellamento dell'Ambulatorio, e che i tempi incerti dell'accordo privino l'utenza della possibilità di trovare risposte adeguate alle proprie esigenze».
Un forte disagio che ha portato fino a pochi giorni fa a raccogliere oltre cinquecento firme e che ha fatto approdare la delicata questione nella sala rossa di Palazzo Tursi. Il consigliere di Alleanza Nazionale Aldo Praticò attraverso un'interrogazione urgente ha chiesto alla Giunta d'intervenire tempestivamente, onde evitare la chiusura definitiva del reparto di radiologia di via Mascherpa. «Molti anziani ora non sanno più dove andare - tuona Praticò -, c'è chi dice che devono recarsi in via Archimede per le nuove prenotazioni, chi dice in via Assarotti. C'è uno stato preoccupante di confusione che ha coinvolto persone che hanno seri problemi a spostarsi da un quartiere all'altro». Il Comune come Ponzio Pilato se ne lava le mani. «Non eravamo a conoscenza del problema - risponde al consigliere di An il vicesindaco Alberto Ghio -. La decisione del trasferimento è stata presa dalla Asl da un giorno all'altro. Vedremo se è possibile intervenire per ripristinare questo servizio».
L'assessore alle politiche sociali sembra più tranquillo e pare non comprendere la gravità del problema. «Il Comune in questa situazione non ha alcuna competenza - dice Paolo Veardo -, però mi sembra che si stia facendo una tragedia, perché non si tratta di spostarsi da un capo all'altro della città, in fondo è solo un chilometro tutto pianeggiante».