Rivolta per i tagli all’asilo «Camoscio»

Genitori sul piede di guerra contro la chiusura di una sezione della scuola per l'infanzia nel quartiere Camoscio. È la solita storia di confronto a «muso duro» tra cittadini stanchi di disagi e vessazioni, ed enti pubblici a caccia di quella che in burocratese chiamano «ottimizzazione», ma che spesso si traduce in tagli drastici a servizi, con buona pace di chi ne deve godere. Ma veniamo al caso del quartiere Camoscio, fino allo scorso anno sede di scuola materna con 95 bambini dai 3 ai 6 anni. Lo raccontano a Il Giornale Simone Brizio e Caterina Ansaldi, che sono i portavoce di un gruppo di genitori con figli iscritti alla sezione che il Comune, da cui dipende l’istituto, ha intenzione di chiudere. Dicono: «Tursi sta di fatto depauperando il servizio scolastico alla materna del quartiere Camoscio, l'unica con giardino esterno fruibile dai bambini e al centro di un gradimento senza pari tra le famiglie della zona. Senza interpellare il comitato di utenti e, a quanto ci risulta, neppure gli insegnanti, il Comune ha annunciato tempo fa che una delle sezioni sarebbe stata soppressa. Il numero dei bambini che la frequentano, ormai da tre anni, dovrebbe essere «spalmato» sulle altre classi. «Una decisione - sostengono i genitori - non motivata da argomenti concreti, che farebbe precipitare ad una settantina i posti disponibili per le iscrizione all'anno scolastico 2008/2009». Da qui parte la protesta delle famiglie. «Abbiamo mandato lettere - dicono - a funzionari e all'assessore Paolo Giuseppe Veardo, ma niente, non abbiamo avuto risposta». L'ultima raccomandata è del 10 giugno. Firmata da una ventina di genitori non si limita a lamentare il disagio di genitori arrabbiati, ma indica anche la norma di certificazione europea (è la Uni En Iso 9001) che «dovrebbe garantire al massimo grado la trasparenza dell'operato della pubblica amministrazione». «Sembra una presa in giro» commentano con amarezza i genitori. Sul punto si sofferma anche l'avvocato Riccardo Lertora, che assiste i genitori nella loro protesta contro l'ente comunale. «In effetti - dice - l'amministrazione pubblica, a nostro parere, non ha motivato in modo soddisfacente la decisione di chiudere la sezione. Appare, inoltre, ignorata la trasparenza nelle relazioni con le famiglie-utenti che la certificazione europea dovrebbe garantire». Il caso della scuola per l'infanzia «Quartiere Camoscio» è finito anche in Consiglio comunale. Riferiscono Brizio e Ansaldi che ci sono state richieste di chiarimenti sia da esponenti di centrodestra che di centrosinistra. Non è bastato. «Dalla giunta solo risposte vaghe» sostengono. Insomma una pessima chiusura di anno scolastico a cui potrebbe seguire una riapertura peggiore, a meno che nel corso delle vacanze estive qualcosa cambi.