Dalla rivolta per una multa all’accordo per l’ex Alfa

Il 12 aprile una commerciante di via Paolo Sarpi che stava scaricando merce dalla sua auto fuori dall’orario consentito viene multata. La donna reagisce violentemente attaccando la vigilessa. Intervengono altri cinesi: scoppia la guerriglia urbana. Il bilancio è di 14 vigili e 5 cinesi feriti. Il giorno dopo il ministero degli Esteri cinese «si augura» che l’Italia «risolva con equilibrio» i problemi sorti con gli incidenti. Cinque giorni dopo il comune istituisce un tavolo, presenti rappresentanti dei commercianti cinesi e residenti del quartiere, per trovare una soluzione condivisa. Nella questione Chinatown interviene la Regione (19 maggio) che propone di spostare le attività all’ingrosso nell’area ex Alfa ad Arese. Ai commercianti vengono dati dei questionari dettagliati da compilare sulle loro attività. A settembre la Regione interrompe le trattative per la mancanza di collaborazione da parte dei cinesi, mentre il sindaco in missione in Cina cerca di ricucire i rapporti.