Rivolta in Provincia per il concorso «sospetto»

Una vita da precari dell’amministrazione provinciale, mandando giù per anni rospi e contratti capestro con la speranza di essere, prima o poi, assunti. E invece venire messi alla porta, sorpassati da «predestinati» per i quali vengono confezionati concorsi pubblici su misura. I sospetti su come la Provincia stai gestendo le nuove assunzioni sono contenuti in una lettera inviata dai gruppi consigliari di minoranza al ministro per la Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta. Nella missiva, firmata da Forza Italia, An, Gruppo Biasotti, Gruppo Misto e Lega Nord, si esprimono perplessità sul primo bando pubblico (non riservato a soli interni) che prevede l’assunzione di undici nuovi impiegati. Si sottolinea la fretta «sospetta» dell’operazione, «il bando è comparso a fine giugno e le iscrizioni si chiudono il 18 luglio» e non si escludono «pensieri maliziosi» su procedure che sembrano destinate alla «sistemazioni di predestinati, già con contratti a tempo o di consulenza». Quindi si chiede che il ministro faccia luce sulle assunzioni, «a favore di un ente che, almeno nelle aree metropolitane, dovrebbe avere vita breve». E c’è anche chi, come Riccardo Fucile, dell’associazione culturale Destra di Popolo che sfida gli amministratori di piazzale Mazzini. «I nomi di chi vincerà quel concorso sono noti - scrive Fucile sul sito www.destradipopolo.net -. Sono pronto a metterli in una busta sigillata in mano a garanti legali. Vedremo poi all’esito del concorso se ho ragione». Ieri i precari provinciali hanno espresso i loro timori sul processo di stabilizzazione avviato dall’ente. Sono stati ricevuti in delegazione dai capigruppo di maggioranza e opposizione. Alla fine hanno incassato vaghe promesse di interessamento.