Rivolta a Quezzi: «Rivogliamo la piazza»

Roberta Gallo

«Rivogliamo la nostra piazza!». Questo è l'urlo disperato degli abitanti di largo Merlo dopo l'ennesimo incidente. L’ultima volta è toccato a un ragazzo di trent'anni che avrebbe dovuto sposarsi il giorno dopo. Con un colpo di spugna, Arcangelo Merella, assessore comunale alla Mobilità, ha cancellato uno dei luoghi più antichi della città. Uno dei principali posti di ritrovo della zona di Quezzi.
Da parecchi mesi, ormai, la piazza non c'è più. È diventata un grosso parcheggio con al lato due corsie per le macchine, una che sale verso monte e una che scende verso il mare. Ma troppo strette, troppo pericolose. Per chi arriva da via Fereggiano, la curva cieca a fianco del capolinea della linea 47 fa piombare le automobili a forte velocità proprio sull'attraversamento pedonale di largo Merlo. E, per i pedoni, passare da un lato all'altro dell'ex piazza, diventa giornalmente una sorta di roulette russa.
Non solo. Hanno fatto sparire i bidoni della spazzatura, ammucchiati tutti in un punto unico della piazza, a coprire una parte del posteggio. Così anche le auto che devono immettersi nella corsia hanno grosse difficoltà perché non hanno una buona visuale.
«Abbiamo telefonato più volte all'assessore Merella - racconta Giulio Ferrara, portavoce degli abitanti - e ci ha promesso in un primo momento che tutto sarebbe ritornato come prima. Qualcuno di noi - continuano - vedendolo alle trasmissioni televisive è anche intervenuto telefonicamente e Merella ha continuato a dire che la piazza sarebbe ritornata con la vecchia fisionomia. Ma non è vero - aggiungono- tutto continua a rimanere così e oltre a non piacerci come hanno ridotto la piazza, continuiamo a registrare giornalmente piccoli incidenti».
L'autobus 82 che scende da Quezzi, ogni volta che arriva a largo Merlo ha grosse difficoltà a passare. Spesso, oltre alla corsia stretta, si trova macchine in sosta in seconda e terza fila e deve perdere un sacco di minuti prima di poter riprendere la normale percorrenza. Anche i commercianti alzano il dito. Con questa nuova piazza pochissime auto in transito si possono fermare a comprare, anche le ultime cose, giusto pane e latte, prima di arrivare a casa. Hanno mantenuto solamente i clienti abituali, così hanno drasticamente abbassato gli introiti.
La loro speranza, adesso, è quella che Arcangelo Merella ascolti il loro grido di dolore e restituisca loro la loro vecchia piazza.