Rivolta in Rete in difesa del codice che copia i dvd

da Milano

Un semplice codice alfanumerico, sedici cifre segrete che, in mano agli «smanettoni» di internet, diventano una chiave in grado di scardinare la protezione dei nuovi Dvd ad alta definizione. E farne liberamente copie da diffondere in Rete.
Sul codice in questione, pubblicato dai «blogger» sul sito americano Digg.com, si è scatenata una battaglia senza esclusione di colpi. Tutto è iniziato quando il consorzio di aziende promotore del sistema anticopia Aacs ha diffidato il sito, ingiungendogli di rimuovere le pagine con il codice piratesco. Digg, considerato una specie di «Tortuga» della Rete, un punto di riferimento per chi sostiene l’assoluta libertà di Internet da regole e copyright, ha deciso di adeguarsi per evitare cause legali che potrebbero portare fino al rischio chiusura. «Anche se non è d’accordo con la politica della protezione della proprietà intellettuale e con il consorzio proprietario del codice - ha dichiarato Jay Andelson, presidente della società che edita il sito - se Digg vuole sopravvivere deve obbedire alla legge».
L’annuncio della resa ha scatenato l’ira degli utenti del sito: per ore Digg ha subito un vero e proprio assedio. Più i gestori cercavano di rimuovere le pagine incriminate, più i blogger le copiavano e ripubblicavano. E alla fine hanno vinto gli utenti. Il fondatore stesso di Digg, Kevin Rose, ha deciso che bisognava gettare la spugna, a costo di rischiare una causa e la conseguente chiusura, o il sito sarebbe stato completamente paralizzato. «Ieri è stata una giornata folle - ha scritto Rose in un messaggio diffuso il giorno dopo l’assalto informatico - voi avete le idee chiare. Preferite che Digg si batta piuttosto che si pieghi davanti a una grande impresa. Noi non ritireremo più le pagine e ne sopporteremo le conseguenze, qualunque siano».
Di certo la faccenda non finisce qui. C’è in ballo il mercato degli Hd-Dvd, la nuova generazione di dischi ad alta definizione che ha debuttato da poco, ma che, per la sua altissima qualità, è destinata a far finire nel cimitero delle tecnologie obsolete gli attuali dvd. Si tratta di miliardi. Un argomento sul quale le aziende del consorzio Aacs non è solito scherzare. Si tratta di otto colossi dell’elettronica e dell’intrattenimento: Disney, Intel, Microsoft, Matsushita, Warner Brothers, Ibm, Toshiba e Sony. Il sistema anti-copia, tra l’altro, era stato già violato alla fine del 2006 e per questo i suoi proprietari l’avevano recentemente modificato. Per ora la nuova protezione regge, ma le aziende vogliono togliere dalla circolazione il codice per proteggere anche i dvd realizzati col vecchio sistema. L’azione legale è già stata annunciata. I fan della copia libera rispondono vendendo on line magliette con su stampato il codice. La sfida è aperta.